Metro della vita alla mano, più si allungano gli anni e più si accorcia la lista degli ascolti "graditi", così che la selezione degli ascolti diventa naturale.
Nella lista dei favoriti restano sempre questi MULI GOVERNATIVI capitanati da Warren Haynes che poi, per il sottoscritto, rappresentano il rock più "duro" che riesca a tollerare.
In questo nuovo episodio della loro prolifica discografia Haynes & soci mettono sul piatto dodici nuove canzoni, settantasei minuti di ottima musica.
Formazione consolidata con Haynes chitarra e voce, Matt Abts alla batteria, Danny Louis alle tastiere e Jorgen Carlsson al basso.
La miscela che compone il corpo di questo nuovo disco parte dal "classico rock-blues" dei Muli per poi spaziare a tutto campo dal jazz al soul, con inserimenti e contributi di ospiti di primo ordine come Billy F. Gibbons degli ZZ -TOP che presta il suo contributo al brano SHAKE OUR WAY OUT, poi ancora Ivan Neville e Ruthie Foster alle voci in DREAMING OUT LOUD rendono merito ad un testo che Warren Haynes ha steso ispirandosi a temi universali e senza tempo e citando, tra gli altri, Gandhi, Martin Luther King Jr. tanto per ribadire che il rock, declinato nella visione dei MULI GOVERNATIVI è un linguaggio universale.
Cito ancora la collaborazione di Celisse che presta la sua splendida voce al brano JUST ACROSS THE RIVER e Billy Bob Thornton che presta la voce al brano THE RIVER ONLY FLOWS ONE WAY.
Vi sono poi molteplici contributi ai fiati, sax, tromba e trombone che contribuiscono alle resa finale di un disco che è davvero molto bello, musicalmente variegato e suonato come Dio comanda.
Segnalo, in conclusione, nel brano YOUR ONLY FRIEND il mio brano preferito e consiglio all'amico Claudio (che ho incontrato un giorno fuori da una tabaccheria del paese) l'ascolto di questo disco ... non saranno i LED ZEPPELIN o i GRATEFUL DEAD di Jerry Garcia ma, i MULI GOVERNATIVI sono, oggi come oggi, una delle migliori band in circolazione.
Ad eleggere questo album di (splendente) country rock a disco dell'anno 2023 basterebbe , a titolo puramente personale, la traccia numero 3 dall'inequivocabile titolo BEER FOR BREAKFAST: una sorta di "manifesto elettorale" che mi trova pienamente concorde con l'autore, Channing Wilson.
Arriva dalla Georgia Channing Wilson e, come pienamente testimoniato dalla foto di copertina, i suoi stivali di strada ne hanno fatta davvero tanta per arrivare fino a qui, a questo anno di Grazia 2023 che ci consegna questo suo secondo album in studi: DEAD MAN.
Il suo primo album CHANNING WILSON uscito ormai parecchi anni fa l'aveva fatto conoscere nell'ambiente della country music in quel di Nashville e gli aveva consentito di vedere le sue canzoni cantate da altri cantanti. Ma si era fermato lì, senza varcare i confini dell'America.
Il salto di qualità arriva ora, con l'incontro con Dave Cobb, uno dei più importanti e influenti produttori musicali degli interi Stati Uniti.
Nasce così questo secondo album di Channing Wilson, con lo stesso Dave Cobb a suonare le chitarre con lui nel disco, con Chris Powell alle percussioni, Brian Allen al basso, Leroy Powell alla chitarra elettrica, armonica e pedal steel, Mike Webb e Philip Towns al piano e Kristen Rogers ai cori.
Dieci canzoni, 33 minuti di puro e incontaminato Country-Rock contemporaneo.
Canzoni da mandare a memoria come l'inziale DRINK THAT SONG, la già citata BEER FOR BREAKFAST, DEAD MAN WALKING e via lungo una serie di canzoni che conquistano al primo ascolto.
L'anima romantica di Channing Wilson trapela in una delle più belle canzoni del disco, TRYING TO WRITE A SONG che è anche la traccia finale di un album che lascerà un segno indelebile nel mio percorso di ascolto di questo 2023 e che segna un primo importante traguardo per questo stupendo cantautore.
Uno che di strada e di gavetta ne ha fatta davvero tanta ma che, adesso, si gode la pace di un buon sigaro e di un sano bicchierino di whiskey ... alla salute del Mondo intero.
Ammetto, in premessa, di non essere mai stato un grande fan di Cremonini del quale, devo dire, conoscevo il "minimo sindacale" appreso in uscita dal furore dell'epoca "Lunapop".
Per noia e, devo dire, colpevole trascuratezza, non ho mai approfondito l'artista e le sue canzoni nel periodo successivo a quell'exploit di fine millennio con Squérez.
Devo dire allora grazie al caso che mi ha portato all'ascolto (prolungato) di questo corposo cofanetto contenente ben sei dischetti che, devo confessare, mi hanno fatto piacere assai.
Questa mole di materiale sonoro (seppur con alcune ovvie duplicazioni) mi ha consentito di recuperare gran parte del percorso artistico di Cremonini mettendomi in condizione di poter godere assai delle poetiche ballate di questo Artista.
La forza di Cremonini mi è apparsa in tutta la sua maestosa potenza durante i ripetuti ascolti del dischetto n.3, quello solo piano e voce.
Nella solitudine del rapporto strumento-liriche-voce senza altri edulcoranti è apparsa chiara la visione musicale di questo Ragazzo che ha messo insieme liriche davvero potenti che, accompagnate da un tappeto sonoro essenziale e delicato sussurrano al cuore dell'ascoltatore attento.
Io, come un moderno Diogene con la Lanterna sempre alla ricerca di Buona Musica a volte, dico a me stesso, ho forse cercato anche troppo a fondo ...
Bastava ascoltare VIENI A VEDERE PERCHE' per solo piano a voce per capire quanto di bello vi era dentro la penna e la musica di questo Ragazzo.
Ma il bello della mia "Vita Musicale" è che sono sempre curioso e così puoi ignorare il bello "musicale" che ti circonda per un paio di decenni buoni salvo poi poter trovare un cofanetto come "2C2C" che, in qualche ora di attento ascolto, ti porta a pareggiare i conti con passato.
Viva Cremonini ... anche se è vero che, nel frattempo, "... Baggio non gioca più."
(VIENI A VEDERE PERCHE' - LIVE - UNA NOTTE A SAN SIRO 2018)
Francesco Baccini di frecce al suo arco ne ha una miriade.
Tante, almeno quante, sono le sue canzoni, composte in questi trentaquattro anni di carriera.
In questo anno di Grazia 2023, a distanza di sei anni dal suo ultimo lavoro in studio, CHEWING GUM BLUES registrato con Sergio Caputo sul finire del 2017 sotto la "bandiera" di "The Swing Brothers", Baccini ritorna in studio di registrazione e, piano e voce, manda alle stampe questo ARCHI E FRECCE che è uno di quei dischi da 5 stelle, confermato 5, che per brevità puoi chiamare CAPOLAVORO.
Baccini ha colto dal suo song-book 15 canzoni tra le più belle, le ha spogliate della loro veste originaria e, grazie allo splendido lavoro in fase di arrangiamento a cura di Michele Cusato, unitamente al quartetto d'archi tutto al femminile "ALTER ECHO STRING QUARTET", le ha rivestite di nuovo donando, così, ad esse una nuova vita.
Seguo Francesco Baccini da quel lontano 1990 nel corso del quale il cantautore diede alle stampe quel magistrale album dal titolo IL PIANOFORTE NON E' IL MIO FORTE.
Andai, a quel punto, a recuperare anche il suo primo lavoro, datato 1989, CARTOONS e subito nacque questo amore sincero per le canzoni "dolci-amare" di Baccini.
Canzoni dal forte impatto emotivo e che, anche negli episodi più scanzonati, regalano sempre più di uno spunto di riflessione.
E poi, particolare di primaria importanza ... Baccini era, in quel tempo lì, il portiere della Nazionale dei Cantanti, e mai spirito più affine al mio si potrebbe trovare nelle parole canzoni e portiere.
Anni addietro ho dedicato un post al "Baccini - Portiere" che potete andare a leggere qui, se avete voglia: http://allafinedelprimotempo.blogspot.com/2015/05/francesco-baccini-il-portiere-cantautore.html e l'ho segnalato al mio grande amico spagnolo Javier Sanz che, da quel di Madrid, ha inserito Francesco nel suo libro ELOGIO DEL GUARDAMETA che il quotidiano El Pais, dalle sue pagine nel luglio del 2021, ha osannato come libro capolavoro dedicato ai portieri di tutto il mondo e di ogni epoca.
Dopo l'esordio del 1989 con la Targa Tenco vinta come miglior opera prima per l'album CARTOONS arrivarono per Baccini anni d'oro: quelli delle copertine su Sorrisi e Canzoni Tv tra le quali, memorabili, in particolare, quelle in occasione dell'uscita di NOMI E COGNOMI della primavera 1992 o, ancor più quella dell'autunno 1999 in tandem con Bobo Vieri all'epoca del video di BALLATA DI UN RAGAZZO QUALUNQUE dall'album NOSTRA SIGNORA DEGLI AUTOGRILL.
Vi è sempre stata coerenza nella penna di Baccini e, se da un lato ciò ne ha sempre decretato l'assoluta onestà intellettuale, dall'altro lato, ne ha fatto un personaggio scomodo, come quello che, additando i difetti di molti, si crea molti nemici.
E così, col tempo, una sorta di "ostracismo" nostrano, l'ha sempre più relegato nel "limbo" di quelli "scomodi", che, proprio perché non le mandano a dire, beh. è meglio non starli ad ascoltare.
Sono passati gli anni e, oggi, nel pieno della primavera 2023 le canzoni del nostro "SuperBacc" sono rifiorite in queste spettacolari registrazioni e aspettano solo che orecchie attente e cuori pronti le lascino scorrere dentro di sé,
ARCHI E FRECCE si compone di 19 tracce: oltre alle 15 canzoni delle quali accennavo sopra, ci sono due strumentali, a cura delle ALTER ECHO, INTRO e OUTRO, in apertura e chiusura del disco e due inediti assoluti composti da Baccini per l'occasione, L'EQUILIBRISTA e IL SIGNORE DELLA NOTTE.
La Track-list completa dell'album è la seguente:
1.
Intro
2.
Navigante di te
3.
L'equilibrista
4.
Il signore della notte
5.
Senza gravità
6.
Berenice
7.
Una notte di neve
8.
Genova Blues
9.
In fuga
10.
Fotomodelle
11.
Magnetico
12.
Mani di forbice
13.
Ho voglia di innamorarmi
14.
Ottocento
15.
Ti amo e non lo sai
16.
Le donne di Modena
17.
Shrek alleluia
18.
Sotto questo sole
19.
Outro
Per chi, come il sottoscritto, ha tutti quanti gli album di Baccini nel proprio "bagaglio musicale" di base, non serve dire che queste canzoni, (tra le migliori del "nostro") vestite di nuovo, suonano oggi ancora meglio che nella versione originale dell'allora, cioè di quel Bel Tempo che Fu, ivi comprese quelle super-hit, come LE DONNE DI MODENA (per dirne una) che nella nuova versione suonano splendenti come mai.
Sarebbe bello trovare queste canzoni nelle playlist di qualche giovane e nuovo fans, perché, davvero, queste canzoni suonano "senza tempo", trattando di argomenti che, per mezzo delle righe vergate dalla penna di Baccini raccontano della vita, di tutti noi, di Genova e del Maestro Faber, degli Eroi (Pantani ne LA FUGA) e così via facendosi voce di un modo di "sentire" le cose della vita che è proprio del Cantautore.
Nota di merito assoluto per queste registrazioni vanno accreditate a Michele Cusato che oltre a curare gli arrangiamenti del disco ne ha, in proprio, suonato le chitarre.
Di Marta Taddei (primo violino), Noemi Kamaras (secondo violino), Roberta Ardito (viola), e Rachele Rebaudengo (violoncello) ossia le splendide componenti dell'ALTER ECHO STRING QUARTET valga, come biglietto da visita, la lista di "celebri" collaborazioni che partendo dai Pooh, proseguono con Bocelli, Sting, De Gregori, Baustelle, PFM e via via molti altri in una lista che è giusto lì per intendere che queste ragazze hanno perizia e capacità ben oltre la norma e delle quali potete trovare ogni informazioni sul loro sito https://www.alterecho.net/.
In conclusione devo ammettere di aver ascoltato le canzoni, oggetto di questa recensione, dalla piattaforma di Spotify, nel mentre sono in attesa di vedermi consegnato il mio amato supporto fisico che è in arrivo nei prossimi giorni perché per me, personalmente, vale sempre, anche in questo caso, quella regola d'oro per cui, per certe opere occorre dire ... "BUY, DON'T SPOTIFY".
L'ascolto di ARCHI E FRECCE, per me, è stata una sorta di reunion con un pezzo di quello che Chris Claremont, nell'ormai lontanissimo 1981, (sceneggiando il fumetto americano degli X-MEN) definì "giorni di un futuro passato" per intendere che sì, sono canzoni che arrivano da un lontano passato, ma che erano già "futuro" in quei giorni di allora ...
Eric Andersen, autentica "Leggenda della Musica d'Autore made in U.S.A.", martedì 14 febbraio 2023 taglierà il traguardo degli 80 anni e così gli amici italiani dell'etichetta discografica Appaloosa di Monza e Brianza, dedicano a questo straordinario songwriter una eccezionale uscita discografica: "FOOLISH LIKE THE FLOWERS".
Un album registrato dal vivo sul finire dell'anno 2019 presso lo storico locale Spaziomusica di Pavia.
Andersen ha suonato spesso in Italia, e personalmente ho sempre nel cuore quel 23 febbraio dell'ormai lontano 2003 (esattamente vent'anni fa) quando il nostro si esibì accompagnato dal violista Michele Gazich sul palco del Teatro Santa Valeria in quel di Seregno. Un concerto fantastico, dall'essenza intima che ancora mi regala emozioni al solo ricordo.
Le stesse emozioni le ho ritrovate tutte dentro questo album live dove ad accompagnare Andersen ci sono musicisti di prim'ordine, a partite dalla violista Scarlet Rivera, a suo tempo musa di Bob Dylan nonché figura di spicco del Leggendario viaggio musicale di Dylan attraverso l'America che passa sotto la denominazione "Rolling Thunder Revue".
Ci sono poi la moglie di Eric, Inge Andersen alla doppia voce e ai cori, la canadese Cheryl Prashker alle percussioni e il Maestro Paolo Ercoli al dobro.
In queste nove canzoni registrate per l'album scorrono veloci le correnti del tempo che raccolgono un po' tutta quanta la produzione artistica di Andersen: dal primo disco del lontano 1965, TODAY IS THE HIGHWAY qui rappresentato dall'iniziale DUSTY WALL CAR BOX fino alle più recenti composizioni come UNDER THE SHADOWS che arriva dall'album BEAT AVENUE del 2003 e che, venne per l'occasione cantata con la figlia Sari.
Non mancano nel live "preziose gemme" che arrivano dall'album probabilmente più famoso di Andersen ossia quel BLUE RIVER che, datato 1972, ne consacrò definitivamente la fama a livello mondiale, qui rappresentato dalle canzoni SHEILA e dalla conclusiva WIND AND SAND.
Non manca VIOLETS OF DAWN una delle sue canzoni più famose, tratta dal suo secondo album del 1966, BOUT CHANGES & THINGS, così come HILLS OF TUSCANY e FOGHORN tratte da MEMORY OF THE FUTURE del 1998 (album che tra l'altro conteneva una splendente cover di WHEN I'M GONE tributo allo scomparso compagno di avventura dell'epoca del Village, Phil Ochs).
YOU CAN'T RELIVE THE PAST scritta a quattro mani con Lou Reed arriva dall'omonimo album del 2000 che conteneva, tra le altre, quattro canzoni scritte con un'altra Leggenda del cantautorato made in U.S.A. come Townes Van Zandt.
(WE WERE) FOOLISH LIKE THE FLOWERS canzone che titola il live arriva dall'album AVALANCHE del 1969.
Un'esibizione che, quindi, ha abbracciato tutto quanto il percorso artistico di questo straordinario Cantautore.
Lode, quindi, ad Eric Andersen per averci regalato, nel corso della sua vita, canzoni di adamantica bellezza e lode anche all'APPALOOSA RECORDS che ha scelto di omaggiare Eric con la pubblicazione di questo album proprio il 14 febbraio 2023, nel giorno del suo ottantesimo compleanno.
Quel VENTO CALDO DELL'ESTATE, che soffiò forte nell'anno di grazia 1980, ci fece sognare all'ombra di un sodalizio musicale davvero unico e fenomenale: quello tra il Maestro Siciliano Franco Battiato e la cantautrice Carla Bissi "in arte" Alice.
Ora, ad un anno dalla scomparsa del Maestro Siciliano, Alice ci riporta dentro l'Arte inarrivabile di Battiato attraverso la rilettura di 16 dei suoi brani.
Alice aveva già mandato alle stampe, nel 1985, un album contenente solo composizioni di Franco Battiato e del quale ho già raccontato in passato e che potete trovare a questo link Gioelli Rubati.
Ma questo nuovo lavoro, ERI CON ME, è diverso, molto diverso.
Sono passati 37 anni, lungo lo scorrere dei quali i due artisti hanno avuto diverse occasioni per esibirsi insieme, raccogliendo unanimi consensi e dispensando "magia" musicale in ogni dove. Ma, ora che Franco se n'è andato, ecco che queste 16 canzoni diventano il tributo di Alice all'Arte di Battiato: rappresentano una sorta di "ponte sull'eternità" che partendo da un pezzo poco noto come DA ORIENTE A OCCIDENTE, ci porta sino a quel TORNEREMO ANCORA che è stato il "testamento musicale" di Battiato, l'ultimo brano inedito composto dal Maestro.
Non mancano i classici "pezzi da 90", quelle canzoni che già erano nel tributo del 1985, come IL RE DEL MONDO e PROSPETTIVA NEVSKI, oppure ancora I TRENI DI TOUZER, LA CURA, POVERA PATRIA, L'ANIMALE, LA STAGIONE DELL'AMORE, CHANSON EGOCENTRIQUE unitamente a canzoni decisamente meno note, ma altrettanto splendide, come la già citata DA ORIENTE A OCCIDENTE, L'ADDIO, LODE ALL'INVIOLATO, SUI GIARDINI DELLA PREESISTENZA, IO CHI SONO ?, E TI VENGO A CERCARE, fino a ERI CON ME che titola la raccolta.
Alice esegue i pezzi con l'ausilio del pianoforte di Carlo Guaitoli e l'accompagnamento dei solisti Filarmonici Italiani e così il tappeto sonoro sul quale si srotolano queste sedici canzoni del Maestro Siciliano diventa unico e magico.
Vi è un sentimento palpabile dentro il cantato di Alice, che fa proprie queste canzoni, tra le più intimistiche scritte dal Maestro Siciliano, e rende di fatto questo ERI CON ME il "tributo definitivo" al Maestro.
Per chi, come il sottoscritto, deve molto all'Arte Musicale di Franco Battiato, che ha costituito la colonna sonora di questo viaggio chiamato Vita, ERI CON ME arriva come un Sigillo Definitivo.
Non è semplicemente Musica ... è Musica per l'Anima.
Quando Renato Zero mandò alle stampe ICARO, il suo primo disco registrato dal vivo, correva la primavera dell'anno 1981.
Io avevo 10 anni, e poco più in là nel tempo, grazie alla passione musicale di mio fratello, avrei avuto la gioia di ascoltare questo disco fino a mandarne a memoria ogni singola nota.
ICARO uscì in formato di album doppio. I due album avevano i due lati A e B denominati "Renato 1" , "Renato 2", "Renato 3" e "Renato 4"
Nel primo disco trovarono spazio dieci pezzi: "Renato 1" NIENTE TRUCCO STASERA, VIVO, SESSO O ESSE, QUALCUNO MI RENDA L'ANIMA, CHI PIU' CHI MENO, "Renato 2" MORIRE QUI, PROFUMI BALOCCHI E MARITOZZI, UN UOMO DA BRUCIARE, INVENTI e TRIANGOLO: tutte belle canzoni, certo alcune strepitose ma, almeno a parere mio, niente in confronto alla "perfetta" scaletta del secondo LP che, in ordine, allineava le seguenti canzoni:
"Renato 3"
MANICHINI
POTREBBE ESSERE DIO
NON SPARARE
MADAME
IL CIELO
"Renato 4"
AMICO
FORTUNA
IL CARROZZONE
PIU' SU
Una scaletta "da brividi", con quelle canzoni che, nel tempo, ho imparato ad amare, ma che esse stesse, protagoniste della mia vita, mi hanno insegnato ad amare, di un amore che possiamo definire "universale" nel senso pieno del termine.
Queste canzoni, che rappresentavano lo "Zero-Pensiero" avevano dentro, e hanno dentro ancora oggi a più di 40 anni di distanza, tutti gli autentici valori di una Vita, con la V maiuscola.
Canzoni che rimandano ad un mondo "antico" fatto di valori, l'amicizia, l'amore ... quello che in quegli anni ottanta poteva essere un sogno e che oggi, purtroppo, rimane un'immensa utopia.
Mi tengo stretto questo album, le sue canzoni ... e quella magnifica "parodia finale" della Vita che è narrata nel brano IL CARROZZONE che in questo splendido e indimenticabile live Renato inizia rivolgendosi al suo pubblico così:
"Allora, le note le conoscete a memoria. Le parole anche. Vediamo quello che siete capaci di fare ... " e così parte il canto del suo pubblico, il nostro canto, il canto partecipe di tutti quelli che sono stati un po' "sorcini" ... un po' Zero-Folli ... un po' Zero-Matti ... in Un Mondo che adesso andiamo a rimpiangere nei suoi valori, nella sua sostanza ...
Le Parole scritte da Zero per presentare questo disco Raccontano tutto e per sempre resteranno le nostre "ali" di Icaro, perché si possa ancora sognare di Volare ...