Ammetto, in premessa, di non essere mai stato un grande fan di Cremonini del quale, devo dire, conoscevo il "minimo sindacale" appreso in uscita dal furore dell'epoca "Lunapop".
Per noia e, devo dire, colpevole trascuratezza, non ho mai approfondito l'artista e le sue canzoni nel periodo successivo a quell'exploit di fine millennio con Squérez.
Devo dire allora grazie al caso che mi ha portato all'ascolto (prolungato) di questo corposo cofanetto contenente ben sei dischetti che, devo confessare, mi hanno fatto piacere assai.
Questa mole di materiale sonoro (seppur con alcune ovvie duplicazioni) mi ha consentito di recuperare gran parte del percorso artistico di Cremonini mettendomi in condizione di poter godere assai delle poetiche ballate di questo Artista.
La forza di Cremonini mi è apparsa in tutta la sua maestosa potenza durante i ripetuti ascolti del dischetto n.3, quello solo piano e voce.
Nella solitudine del rapporto strumento-liriche-voce senza altri edulcoranti è apparsa chiara la visione musicale di questo Ragazzo che ha messo insieme liriche davvero potenti che, accompagnate da un tappeto sonoro essenziale e delicato sussurrano al cuore dell'ascoltatore attento.
Io, come un moderno Diogene con la Lanterna sempre alla ricerca di Buona Musica a volte, dico a me stesso, ho forse cercato anche troppo a fondo ...
Bastava ascoltare VIENI A VEDERE PERCHE' per solo piano a voce per capire quanto di bello vi era dentro la penna e la musica di questo Ragazzo.
Ma il bello della mia "Vita Musicale" è che sono sempre curioso e così puoi ignorare il bello "musicale" che ti circonda per un paio di decenni buoni salvo poi poter trovare un cofanetto come "2C2C" che, in qualche ora di attento ascolto, ti porta a pareggiare i conti con passato.
Viva Cremonini ... anche se è vero che, nel frattempo, "... Baggio non gioca più."
(VIENI A VEDERE PERCHE' - LIVE - UNA NOTTE A SAN SIRO 2018)
Francesco Baccini di frecce al suo arco ne ha una miriade.
Tante, almeno quante, sono le sue canzoni, composte in questi trentaquattro anni di carriera.
In questo anno di Grazia 2023, a distanza di sei anni dal suo ultimo lavoro in studio, CHEWING GUM BLUES registrato con Sergio Caputo sul finire del 2017 sotto la "bandiera" di "The Swing Brothers", Baccini ritorna in studio di registrazione e, piano e voce, manda alle stampe questo ARCHI E FRECCE che è uno di quei dischi da 5 stelle, confermato 5, che per brevità puoi chiamare CAPOLAVORO.
Baccini ha colto dal suo song-book 15 canzoni tra le più belle, le ha spogliate della loro veste originaria e, grazie allo splendido lavoro in fase di arrangiamento a cura di Michele Cusato, unitamente al quartetto d'archi tutto al femminile "ALTER ECHO STRING QUARTET", le ha rivestite di nuovo donando, così, ad esse una nuova vita.
Seguo Francesco Baccini da quel lontano 1990 nel corso del quale il cantautore diede alle stampe quel magistrale album dal titolo IL PIANOFORTE NON E' IL MIO FORTE.
Andai, a quel punto, a recuperare anche il suo primo lavoro, datato 1989, CARTOONS e subito nacque questo amore sincero per le canzoni "dolci-amare" di Baccini.
Canzoni dal forte impatto emotivo e che, anche negli episodi più scanzonati, regalano sempre più di uno spunto di riflessione.
E poi, particolare di primaria importanza ... Baccini era, in quel tempo lì, il portiere della Nazionale dei Cantanti, e mai spirito più affine al mio si potrebbe trovare nelle parole canzoni e portiere.
Anni addietro ho dedicato un post al "Baccini - Portiere" che potete andare a leggere qui, se avete voglia: http://allafinedelprimotempo.blogspot.com/2015/05/francesco-baccini-il-portiere-cantautore.html e l'ho segnalato al mio grande amico spagnolo Javier Sanz che, da quel di Madrid, ha inserito Francesco nel suo libro ELOGIO DEL GUARDAMETA che il quotidiano El Pais, dalle sue pagine nel luglio del 2021, ha osannato come libro capolavoro dedicato ai portieri di tutto il mondo e di ogni epoca.
Dopo l'esordio del 1989 con la Targa Tenco vinta come miglior opera prima per l'album CARTOONS arrivarono per Baccini anni d'oro: quelli delle copertine su Sorrisi e Canzoni Tv tra le quali, memorabili, in particolare, quelle in occasione dell'uscita di NOMI E COGNOMI della primavera 1992 o, ancor più quella dell'autunno 1999 in tandem con Bobo Vieri all'epoca del video di BALLATA DI UN RAGAZZO QUALUNQUE dall'album NOSTRA SIGNORA DEGLI AUTOGRILL.
Vi è sempre stata coerenza nella penna di Baccini e, se da un lato ciò ne ha sempre decretato l'assoluta onestà intellettuale, dall'altro lato, ne ha fatto un personaggio scomodo, come quello che, additando i difetti di molti, si crea molti nemici.
E così, col tempo, una sorta di "ostracismo" nostrano, l'ha sempre più relegato nel "limbo" di quelli "scomodi", che, proprio perché non le mandano a dire, beh. è meglio non starli ad ascoltare.
Sono passati gli anni e, oggi, nel pieno della primavera 2023 le canzoni del nostro "SuperBacc" sono rifiorite in queste spettacolari registrazioni e aspettano solo che orecchie attente e cuori pronti le lascino scorrere dentro di sé,
ARCHI E FRECCE si compone di 19 tracce: oltre alle 15 canzoni delle quali accennavo sopra, ci sono due strumentali, a cura delle ALTER ECHO, INTRO e OUTRO, in apertura e chiusura del disco e due inediti assoluti composti da Baccini per l'occasione, L'EQUILIBRISTA e IL SIGNORE DELLA NOTTE.
La Track-list completa dell'album è la seguente:
1.
Intro
2.
Navigante di te
3.
L'equilibrista
4.
Il signore della notte
5.
Senza gravità
6.
Berenice
7.
Una notte di neve
8.
Genova Blues
9.
In fuga
10.
Fotomodelle
11.
Magnetico
12.
Mani di forbice
13.
Ho voglia di innamorarmi
14.
Ottocento
15.
Ti amo e non lo sai
16.
Le donne di Modena
17.
Shrek alleluia
18.
Sotto questo sole
19.
Outro
Per chi, come il sottoscritto, ha tutti quanti gli album di Baccini nel proprio "bagaglio musicale" di base, non serve dire che queste canzoni, (tra le migliori del "nostro") vestite di nuovo, suonano oggi ancora meglio che nella versione originale dell'allora, cioè di quel Bel Tempo che Fu, ivi comprese quelle super-hit, come LE DONNE DI MODENA (per dirne una) che nella nuova versione suonano splendenti come mai.
Sarebbe bello trovare queste canzoni nelle playlist di qualche giovane e nuovo fans, perché, davvero, queste canzoni suonano "senza tempo", trattando di argomenti che, per mezzo delle righe vergate dalla penna di Baccini raccontano della vita, di tutti noi, di Genova e del Maestro Faber, degli Eroi (Pantani ne LA FUGA) e così via facendosi voce di un modo di "sentire" le cose della vita che è proprio del Cantautore.
Nota di merito assoluto per queste registrazioni vanno accreditate a Michele Cusato che oltre a curare gli arrangiamenti del disco ne ha, in proprio, suonato le chitarre.
Di Marta Taddei (primo violino), Noemi Kamaras (secondo violino), Roberta Ardito (viola), e Rachele Rebaudengo (violoncello) ossia le splendide componenti dell'ALTER ECHO STRING QUARTET valga, come biglietto da visita, la lista di "celebri" collaborazioni che partendo dai Pooh, proseguono con Bocelli, Sting, De Gregori, Baustelle, PFM e via via molti altri in una lista che è giusto lì per intendere che queste ragazze hanno perizia e capacità ben oltre la norma e delle quali potete trovare ogni informazioni sul loro sito https://www.alterecho.net/.
In conclusione devo ammettere di aver ascoltato le canzoni, oggetto di questa recensione, dalla piattaforma di Spotify, nel mentre sono in attesa di vedermi consegnato il mio amato supporto fisico che è in arrivo nei prossimi giorni perché per me, personalmente, vale sempre, anche in questo caso, quella regola d'oro per cui, per certe opere occorre dire ... "BUY, DON'T SPOTIFY".
L'ascolto di ARCHI E FRECCE, per me, è stata una sorta di reunion con un pezzo di quello che Chris Claremont, nell'ormai lontanissimo 1981, (sceneggiando il fumetto americano degli X-MEN) definì "giorni di un futuro passato" per intendere che sì, sono canzoni che arrivano da un lontano passato, ma che erano già "futuro" in quei giorni di allora ...
Eric Andersen, autentica "Leggenda della Musica d'Autore made in U.S.A.", martedì 14 febbraio 2023 taglierà il traguardo degli 80 anni e così gli amici italiani dell'etichetta discografica Appaloosa di Monza e Brianza, dedicano a questo straordinario songwriter una eccezionale uscita discografica: "FOOLISH LIKE THE FLOWERS".
Un album registrato dal vivo sul finire dell'anno 2019 presso lo storico locale Spaziomusica di Pavia.
Andersen ha suonato spesso in Italia, e personalmente ho sempre nel cuore quel 23 febbraio dell'ormai lontano 2003 (esattamente vent'anni fa) quando il nostro si esibì accompagnato dal violista Michele Gazich sul palco del Teatro Santa Valeria in quel di Seregno. Un concerto fantastico, dall'essenza intima che ancora mi regala emozioni al solo ricordo.
Le stesse emozioni le ho ritrovate tutte dentro questo album live dove ad accompagnare Andersen ci sono musicisti di prim'ordine, a partite dalla violista Scarlet Rivera, a suo tempo musa di Bob Dylan nonché figura di spicco del Leggendario viaggio musicale di Dylan attraverso l'America che passa sotto la denominazione "Rolling Thunder Revue".
Ci sono poi la moglie di Eric, Inge Andersen alla doppia voce e ai cori, la canadese Cheryl Prashker alle percussioni e il Maestro Paolo Ercoli al dobro.
In queste nove canzoni registrate per l'album scorrono veloci le correnti del tempo che raccolgono un po' tutta quanta la produzione artistica di Andersen: dal primo disco del lontano 1965, TODAY IS THE HIGHWAY qui rappresentato dall'iniziale DUSTY WALL CAR BOX fino alle più recenti composizioni come UNDER THE SHADOWS che arriva dall'album BEAT AVENUE del 2003 e che, venne per l'occasione cantata con la figlia Sari.
Non mancano nel live "preziose gemme" che arrivano dall'album probabilmente più famoso di Andersen ossia quel BLUE RIVER che, datato 1972, ne consacrò definitivamente la fama a livello mondiale, qui rappresentato dalle canzoni SHEILA e dalla conclusiva WIND AND SAND.
Non manca VIOLETS OF DAWN una delle sue canzoni più famose, tratta dal suo secondo album del 1966, BOUT CHANGES & THINGS, così come HILLS OF TUSCANY e FOGHORN tratte da MEMORY OF THE FUTURE del 1998 (album che tra l'altro conteneva una splendente cover di WHEN I'M GONE tributo allo scomparso compagno di avventura dell'epoca del Village, Phil Ochs).
YOU CAN'T RELIVE THE PAST scritta a quattro mani con Lou Reed arriva dall'omonimo album del 2000 che conteneva, tra le altre, quattro canzoni scritte con un'altra Leggenda del cantautorato made in U.S.A. come Townes Van Zandt.
(WE WERE) FOOLISH LIKE THE FLOWERS canzone che titola il live arriva dall'album AVALANCHE del 1969.
Un'esibizione che, quindi, ha abbracciato tutto quanto il percorso artistico di questo straordinario Cantautore.
Lode, quindi, ad Eric Andersen per averci regalato, nel corso della sua vita, canzoni di adamantica bellezza e lode anche all'APPALOOSA RECORDS che ha scelto di omaggiare Eric con la pubblicazione di questo album proprio il 14 febbraio 2023, nel giorno del suo ottantesimo compleanno.
Quel VENTO CALDO DELL'ESTATE, che soffiò forte nell'anno di grazia 1980, ci fece sognare all'ombra di un sodalizio musicale davvero unico e fenomenale: quello tra il Maestro Siciliano Franco Battiato e la cantautrice Carla Bissi "in arte" Alice.
Ora, ad un anno dalla scomparsa del Maestro Siciliano, Alice ci riporta dentro l'Arte inarrivabile di Battiato attraverso la rilettura di 16 dei suoi brani.
Alice aveva già mandato alle stampe, nel 1985, un album contenente solo composizioni di Franco Battiato e del quale ho già raccontato in passato e che potete trovare a questo link Gioelli Rubati.
Ma questo nuovo lavoro, ERI CON ME, è diverso, molto diverso.
Sono passati 37 anni, lungo lo scorrere dei quali i due artisti hanno avuto diverse occasioni per esibirsi insieme, raccogliendo unanimi consensi e dispensando "magia" musicale in ogni dove. Ma, ora che Franco se n'è andato, ecco che queste 16 canzoni diventano il tributo di Alice all'Arte di Battiato: rappresentano una sorta di "ponte sull'eternità" che partendo da un pezzo poco noto come DA ORIENTE A OCCIDENTE, ci porta sino a quel TORNEREMO ANCORA che è stato il "testamento musicale" di Battiato, l'ultimo brano inedito composto dal Maestro.
Non mancano i classici "pezzi da 90", quelle canzoni che già erano nel tributo del 1985, come IL RE DEL MONDO e PROSPETTIVA NEVSKI, oppure ancora I TRENI DI TOUZER, LA CURA, POVERA PATRIA, L'ANIMALE, LA STAGIONE DELL'AMORE, CHANSON EGOCENTRIQUE unitamente a canzoni decisamente meno note, ma altrettanto splendide, come la già citata DA ORIENTE A OCCIDENTE, L'ADDIO, LODE ALL'INVIOLATO, SUI GIARDINI DELLA PREESISTENZA, IO CHI SONO ?, E TI VENGO A CERCARE, fino a ERI CON ME che titola la raccolta.
Alice esegue i pezzi con l'ausilio del pianoforte di Carlo Guaitoli e l'accompagnamento dei solisti Filarmonici Italiani e così il tappeto sonoro sul quale si srotolano queste sedici canzoni del Maestro Siciliano diventa unico e magico.
Vi è un sentimento palpabile dentro il cantato di Alice, che fa proprie queste canzoni, tra le più intimistiche scritte dal Maestro Siciliano, e rende di fatto questo ERI CON ME il "tributo definitivo" al Maestro.
Per chi, come il sottoscritto, deve molto all'Arte Musicale di Franco Battiato, che ha costituito la colonna sonora di questo viaggio chiamato Vita, ERI CON ME arriva come un Sigillo Definitivo.
Non è semplicemente Musica ... è Musica per l'Anima.
Quando Renato Zero mandò alle stampe ICARO, il suo primo disco registrato dal vivo, correva la primavera dell'anno 1981.
Io avevo 10 anni, e poco più in là nel tempo, grazie alla passione musicale di mio fratello, avrei avuto la gioia di ascoltare questo disco fino a mandarne a memoria ogni singola nota.
ICARO uscì in formato di album doppio. I due album avevano i due lati A e B denominati "Renato 1" , "Renato 2", "Renato 3" e "Renato 4"
Nel primo disco trovarono spazio dieci pezzi: "Renato 1" NIENTE TRUCCO STASERA, VIVO, SESSO O ESSE, QUALCUNO MI RENDA L'ANIMA, CHI PIU' CHI MENO, "Renato 2" MORIRE QUI, PROFUMI BALOCCHI E MARITOZZI, UN UOMO DA BRUCIARE, INVENTI e TRIANGOLO: tutte belle canzoni, certo alcune strepitose ma, almeno a parere mio, niente in confronto alla "perfetta" scaletta del secondo LP che, in ordine, allineava le seguenti canzoni:
"Renato 3"
MANICHINI
POTREBBE ESSERE DIO
NON SPARARE
MADAME
IL CIELO
"Renato 4"
AMICO
FORTUNA
IL CARROZZONE
PIU' SU
Una scaletta "da brividi", con quelle canzoni che, nel tempo, ho imparato ad amare, ma che esse stesse, protagoniste della mia vita, mi hanno insegnato ad amare, di un amore che possiamo definire "universale" nel senso pieno del termine.
Queste canzoni, che rappresentavano lo "Zero-Pensiero" avevano dentro, e hanno dentro ancora oggi a più di 40 anni di distanza, tutti gli autentici valori di una Vita, con la V maiuscola.
Canzoni che rimandano ad un mondo "antico" fatto di valori, l'amicizia, l'amore ... quello che in quegli anni ottanta poteva essere un sogno e che oggi, purtroppo, rimane un'immensa utopia.
Mi tengo stretto questo album, le sue canzoni ... e quella magnifica "parodia finale" della Vita che è narrata nel brano IL CARROZZONE che in questo splendido e indimenticabile live Renato inizia rivolgendosi al suo pubblico così:
"Allora, le note le conoscete a memoria. Le parole anche. Vediamo quello che siete capaci di fare ... " e così parte il canto del suo pubblico, il nostro canto, il canto partecipe di tutti quelli che sono stati un po' "sorcini" ... un po' Zero-Folli ... un po' Zero-Matti ... in Un Mondo che adesso andiamo a rimpiangere nei suoi valori, nella sua sostanza ...
Le Parole scritte da Zero per presentare questo disco Raccontano tutto e per sempre resteranno le nostre "ali" di Icaro, perché si possa ancora sognare di Volare ...
Giunto qui al suo terzo disco in quattro anni il Cantautore toscano Ivan Francesco Ballerini non finisce più di stupire.
Dopo lo sfolgorante esordio con l'album CAVALLO PAZZO del 2019 e il successivo ANCORA LIBERO del 2021 ecco ora questo nuovo lavoro, RACCONTI DI MARE (LA VIA DELLE SPEZIE), che, per qualità di scrittura e ricerca nel tappeto sonoro cucito intorno alle liriche, è senza ombra di dubbio il migliore dei suoi lavori.
Ballerini mette insieme dodici nuove canzoni e manda così alle stampe un concept album tutto dedicato al mare e all'umanità che gli gira intorno: un disco di splendido Cantautorato Made in Italy che ha dentro forti richiami alla grande tradizione musicale italiana, non lontano, per esempio, dalla "strepitosa" trilogia "marinara" del De Gregori di TITANIC, con echi e rimandi allo stile di cantare che ha reso unico il grande Faber.
In pochi anni Ballerini, classe 1967, ha bruciato le tappe di un percorso artistico che, con RACCONTI DI MARE si può definire "pronto" per le giuste e dovute consacrazione che, spero, i "Mercanti del Tempio" non tarderanno a riconoscergli.
In questa nuova avventura musicale con Ballerini ritroviamo i compagni di avventura dei lavori precedenti, Alberto Checcacci alle chitarre e basso, Alessandro Golini alla viola e al violino, Alessandro Melani alla batteria, a cui si aggiungono i nuovi venuti, Giancarlo Capo alla chitarra acustica, Stefano Indino alla fisarmonica, Luca Trolli alla batteria, Marco Lazzeri al pianoforte elettrico, Silvio Trotta alla chitarra battente e mandolino, e la splendente voce solista e cori di Lisa Buralli.
Così il tappeto sonoro di questo RACCONTI DI MARE risulta davvero avvolgente e accompagna le ispirate liriche di Ballerini in maniera eccelsa.
In queste dodici canzoni, come detto, il mare e i grandi uomini di mare sono gli unici protagonisti: così ecco che dalla penna di Ballerini riemergono figure leggendarie come quelle dei portoghesi VASCO DA GAMA o PERO DA COVILHA, e ancora prendono forma storie ispirate a racconti di Joseph Conrad come quella narrata ne IL TIFONE o ancora in CUORE DI TENEBRA e così via in lungo viaggio tra LA VIA DELLE SPEZIE, passando per gli ANGOLI DIMENTICATI DELLE VIE DEL MONDO, fino al suo culmine in quella canzone, IL BAR DEL PORTO dove il tappeto sonoro con la lieve fisarmonica in sottofondo evoca le "storie delle storie" narrate da un "navigatore dei mari" che cela dentro sé stesso tutte quelle "vie delle spezie" che sono certamente delle rotte esistenti nel mondo del mare ma, ancora di più, nell'anima delle persone.
A chiudere questi racconti di mare una canzone, TRA LE BRACCIA DEL MIO AMORE che inizia con queste liriche:
"Ho scelto il mio mestiere, seguendo il mio cuore, vivo in mezzo al mare, dormendo poche ore, questo era il mestiere di mio padre e di mio nonno, del fratello mio maggiore, di mio zio di mio bisnonno, partiamo a notte fonda, salpiamo a mezzanotte, con il freddo che ti assale e il buio che ti inghiotte. Tornare a sera tardi, dopo molte ore, per ritrovar lo sguardo, lo sguardo del mio amore, che un poco mi consola e un poco mi ferisce, ma è il solo sguardo al mondo, che forse mi capisce, che forse mi capisce ... e che pensa un po' a me"
... liriche che, a me personalmente, al primo ascolto, hanno scaldato il cuore, tanto il cantato di Ballerini aderisce a questa visione poetica del mare e del pescatore. Una Poesia messa in Musica. Un Capolavoro Assoluto che rivisita l'animo del "Pescatore" portandosi non lontano dalla visione poetica che uscì dalla penna di un Signor Cantautore che di nome fa Pierangelo Bertoli.
Giunto alla fine di questo viaggio tra i mari del mondo e i mari dell'anima, riprendo in mano questa trilogia di album di Ballerini e penso che un personaggio così, come è lui, in grado di prenderti per mano e portarti con smisurata passione dentro le grandi praterie a rincorrere Cavallo Pazzo e le leggende (dimenticate) degli indiani d'America, salvo poi aprirti le porte del suo cuore narrando di ciò che è dentro la sua storia personale di uomo per poi farti salpare con lui verso nuove avventure, attraversando mari lontani, beh, è sicuramente un personaggio che si può a ragione e "per brevità" chiamare Artista.
Un applauso, sincero e convinto, anche a chi in Ballerini e nel suo progetto ha creduto dal principio e fino in fondo sostenendolo e portandolo alle stampe.
RACCONTI DI MARE è uno splendido esercizio di Stile, è Classe, Pura, quella di Ivan Francesco Ballerini: un Maestro Cantautore.
(IVAN FRANCESCO BALLERINI - TRA LE BRACCIA DEL MIO AMORE)
Album che rivela la sua romantica bellezza già a partire dalla splendida ed evocativa copertina, questo THE SEA DRIFT , terzo capitolo delle vicende musicali della band americana THE DELINES, condensa in undici canzoni e 40 minuti un "senso di Musica" che, a mio giudizio, non ha facili termini di catalogazione e paragone, passando attraverso un country-soul con sofisticati arrangiamenti che sconfinano in ambito jazz e portandoci così a viaggiare su un tappeto sonoro pressoché unico nel panorama musicale attuale.
I testi scritti dal leader della band Willy Vlautin, che prima ancora di essere un musicista, è un romanziere di gran classe, unitamente alle straordinarie doti vocali di Amy Boone contribuiscono in egual modo al risultato di un disco che è pressoché perfetto.
Le storie che prendono vita dalla penna di Vlautin sono storie di malinconica disperazione quotidiana, storie di lamenti e sconfitte, rapine finite male e vite che ristagnano nel fondo del "Sogno Americano", storie di fantasmi che viaggiano verso, appunto, la "deriva del mare" e in questo senso l'evocativa foto ad opera di David Zamora, che campeggia sulla copertina dell'album che ritrae il luna park marino di Galveston in Texas desolatamente vuoto all'alba di un nuovo giorno, coglie appieno il senso di una romantica e "splendida" malinconica desolazione che accompagna questo album.
Così passano le storie scritte da Vlautin come fossero tante piccole scenografie da cui trarre sequenze per cortometraggi ad effetto in canzoni come l'iniziale LITTLE EARL, o la successiva KID CODEINE o ancora le tre canzoni a mio parere più splendenti dell'album, ALL ALONG THE RIDE, PAST THE SHADOWS e SURFERS IN TWILIGHT.
L'ottimo lavoro alla tromba di Cory Gray, che diventa spesso protagonista del tappeto sonoro di questo disco con il culmine nei due pezzi strumentali dell'album LYNETTE'S LAMENT e nella conclusiva THE GULF DRIFT LAMENT, contribuisce ad innalzare il "tasso tecnico" dell'album che si ascolta e riascolta più volte creando in breve tempo quella "dipendenza" che è propria dei Capolavori: dischi che ascolteresti per l'eternità.
Detto che la band è completata da Sean Oldham alle percussioni e Freddy Trujillo al basso non mi resta che dirvi che passo ad inserire THE SEA DRIFT dritto in vetta alla classifica dei miei ascolti personali di questo anno 2022.
Questi Ragazzi, per me che non conoscevo i due precedenti album, sono stati una vera, autentica sorpresa.
Una musica che eleva in alto i cuori di quelli che hanno dentro quel senso, infinito, di romantica malinconia ...