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domenica 11 novembre 2018

JOHN HIATT - THE ECLIPSE SESSIONS



⭐⭐⭐⭐⭐

(NEW WEST RECORDS - 2018 )


Quattro anni dopo il precedente  TERMS OF MY SURRENDER il Maestro  John Hiatt ritorna tra noi con un nuovo disco: THE ECLIPSE SESSIONS.
Senza le possenti chitarre di Doug Lacio a favore delle più tenui  tinte  disegnate sulle corde dello strumento da Yates McKendree con il fido Kenneth Blevins confermato alla batteria, Patrick O'Heran al basso e Kevin McKendree al piano, il suono di questo nuovo lavoro è decisamente più raccolto: molto lavoro passa per la chitarra acustica dello stesso Hiatt che, se nel disco precedente metteva sul piatto i "Termini della sua Resa",  in queste nuove undici canzoni raccoglie a piene mani dal fondo della sua anima riflessioni di una vita intera. 
Dolori e passioni, ma anche sconfitte umane, rimpianto  e redenzione, tutto questo passa attraverso queste ECLIPSE SESSIONS.
Per chi, come il sottocritto, ha nel cuore il percorso musicale di quest'uomo giunto alle 66 primavere  con un pesante carico di "esperienze di vita"  le canzoni di questo nuovo disco suonano un po' come una sorta di bignami di quello che potrebbe definirsi il "crepuscolo dell'esistenza".
Dal suo capolavoro assoluto,  BRING THE FAMILY  (1987), sono ormai passati più di trenta anni ma un sottile filo conduttore lega le vicende di quel disco alle "confessioni" di queste nuove registrazioni.
Canzoni come NOTHING IN MY HEART o OVER THE HILL o ancora HIDE YOUR TEARS o  ROBBER'S HIGHWAY che trovano spazio in questo disco del 2018 e che raccontano di dolore e pentimenti sembrano arrivare dritte dritte dallo struggimento umano di quello strepitoso album di 31 anni fa.
THE ECLIPSE SESSIONS è un disco tra i migliori mai mandati alle stampe da Hiatt nel corso della sua lunga carriera.
John Hiatt è  giunto  (probabilmente) alla resa dei conti con il suo passato e in questo suo viaggio nel  "Crepuscolo dell'Esistenza"  il cantautore  regala a ognuno di noi  un tema che deve invitare a profonde riflessioni.
John Hiatt è sempre stato un Cantauture con la C Maiuscola. 
Forse è vero: siamo al Crepuscolo. 
E' il tempo, con il suo scorrere a portarci là.
Così e la vita raccontata attraverso le  undici canzoni di  THE ECLIPSE SESSIONS: un Capolavoro.







(JOHN HIATT - NOTHING IN MY HEART)



(JOHN HIATT - ROBBER'S HIGHWAY)





domenica 5 agosto 2018

THE BOOTLEG SERIES VOL. 5 - BOB DYLAN LIVE 1975 - THE ROLLING THUNDER REVUE



⭐⭐⭐⭐⭐

(COLUMBIA - 2002)


Compendio in "presa diretta" di tutta l'Arte e il Genio Musicale Assoluto di Bob Dylan questo doppio album raccoglie ventidue tra le sue migliori canzoni  tratte dal quel famoso "Circo" Itinerante  denominato THE ROLLING THUNDER REVUE.
L'idea di una Super-Band che, con ospitate di vario genere, attraversò l'America portandosi appresso  il "verbo" del Grande Dylan fu splendida e geniale.
Con Joan Baez ospite fissa e una serie di comprimari di prim'ordine come T-Bone Burnett,  Bobby Neuwirth, e Mick  Ronson alle chitarre tanto per citarne solo alcuni Dylan rivisitò in allegria e divertimento il proprio song-book che,  all'epoca,  già poteva contare al suo attivo canzoni che definire leggendarie è dire poco. 
Basta ricordare che, tra il 1962 con l'uscita di BOB DYLAN e il 1975 con BLOOD ON THE TRACKS, Dylan mandò alle stampe  i suoi più importanti dischi.
Ecco così scorrere MR. TAMBOURINE MAN, BLOWIN' IN THE WIND, I SHALL BE RELEASED, ROMANCE IN DURANGO, THE WATER IS WIDE, JUST LIKE A WOMAN, KNOCKIN'ON HEAVEN'S DOOR, HURRICANE, TANGLED UP IN BLUE.
Canzoni che fanno parte della Storia della Musica e che sono un Patrimonio unico per tutti noi amanti della Musica D'Autore.
Le proposte musicali dylaniane, sul mercato, sono molteplici e l'elenco a riguardo è sterminato. 
Ma questo VOLUME 5 del  Bootleg  Series è decisamente tra i migliori: BOB DYLAN LIVE 1975 rappresenta una degna testimonianza dalla straordinaria visione musicale di Dylan.
Indispensabile.







sabato 28 luglio 2018

KINKY FRIEDMAN - LASSO FROM EL PASO



⭐⭐⭐⭐⭐

(VARESE - 1976)


Compositore e Genio Assoluto  di un genere musicale che possiamo (semplificando di molto il concetto) definire "Satirico" Richard "Kinky"  Friedman, classe 1944, ha dato alle stampe pochi dischi nel corso della sua carriera intervallando, alle opere di carattere musicale,  la sua carriera letteraria espressa sotto forma di romanzi di genere giallo con forti venature  fantasy.
Tra le sue "esperienze" musicali più significative questo LASSO FROM EL PASO, pubblicato originariamente nel novembre del 1976,  vede celebrato tutto il suo Genio Musicale in dodici canzoni e mezz'ora di pura musica country-folk oriented. Testi pregni di sano umorismo e cover scelte ad hoc, come CATFISH di Dylan o THE BALLAD OF IRA HAYES di LaFarge regalano punti ad un opera che ha un notevole tasso qualitativo al suo interno.
A celebrare l'Arte di Kinky in questo disco,  disperso nel viale dei ricordi di un tempo passato, vi è un autentico  "Parterre de Roi".
Tra gli altri, trovano spazio nelle canzoni del disco, Ringo Starr che presta la sua voce al Jesus di MEN'S ROOM, L.A.,  Eric Clapton al dobro nelle canzoni KINKY e OL' BEN LUCAS,  e poi via via prendono le misure alle canzoni di Friedman i membri di THE BAND, ossia Rick Danko, Richard Manuel, Levon Helm e al piano presta la sua opera un Mostro Sacro come Dr. John e ancora al banjo il frontman dei Byrds Roger McGuinn potendosi poi concedere come chitarristi gente del calibro di Ron Wood, Mike Ronson e T-Bone Burnett. 
Sommando il tutto ...  un cast di prim'ordine che contribuisce a rendere il tappeto sonoro dell'album a dir poco splendido.
Sin dall'iniziale SOLD AMERICAN registrata ai tempi del Rolling Thunder Revue di Mr. Bob Dylan (al quale Kinky si era aggregato nello stesso anno)  appare chiaro, anche al più disattento ascolto, che questa è Musica con la emme maiuscola.
Tra le perle assolute del disco LADY YESTERDAY ballata dolce e molto romantica.
C'è molta sostanza in questo LASSO FROM EL PASO.
Per certo, nella storia, il  miglior album di Kinky Friedman.
Un Capolavoro Dimenticato.


p.s. Splendida la copertina dell'album ove, nel disegno di John Kehe, Kinky è riprodotto nel famoso logo delle sigarette Camel.




(KINKY FRIEDMAN - LADY YESTERDAY)


















sabato 21 luglio 2018

CHRIS HILLMAN - BIDIN' MY TIME



(ROUNDER RECORDS - 2017)

⭐⭐⭐⭐⭐


Celebrato dalla stampa di settore e amato dagli addetti ai lavori questo nuovo album di Chris Hillman si può considerare a ragion veduta un Capolavoro.
Hillman,  un Signore di 74 anni, mette insieme quel che resta degli amici e della musica di un tempo passato e confeziona con l'aiuto del compianto Tom Petty (produttore dell'album) un lavoro di bellezza adamantina.
Già membro e colonna portante degli storici BYRDS, e poi dei FLYING BURRITO BROTHERS (solo per citare  due delle sue esperienze "portanti") Hillman ha chiamato a raccolta gli amici David Crosby e Roger McGuinn per incidere questo disco che è una sorta di "Compendio Musicale"  che racchiude dentro 30 minuti e 12 canzoni tutto il suo credo musicale.
BIDIN' MY TIME  porta dentro tutta quell'atmosfera propria degli anni a cavallo tra la fine dei sessanta e i primi settanta. Quel tempo in cui coi BYRDS Hillman mandava alle stampe  MR. TAMBOURINE MAN  disco che mischiava il pop-rock al folk e al country alternativo. 
E' passato quasi mezzo secolo ma quelle registrazioni sono ancora tra le cose migliori che siano mai state messe in commercio. Con McGuinn e Crosby e con la mente e il cuore ancora in quegli anni lì Hillman richiama il fantasma di uno degli originali che se n'è andato prima del tempo, Gene Clark, evocato in un suo vecchio pezzo   SHE DON'T CARE ABOUT TIME e rispolvera un grande, grandissimo,  brano apparso proprio nel primo disco dei BYRDS, ossia BELLS OF RHYMNEY.
Con lo stesso produttore del disco,  Tom Petty,  alla chitarra elettrica in HERE SHE COMES AGAIN ci si immerge in una Musica senza tempo, in Suoni che non trovano spazio o limitazione.
Mischiati a brano nuovi  anche richiami ad altri miti passati come WALK RIGHT BACK degli EVERLY BROTHERS e una magnifica versione di WILDFLOWERS canzone dello stesso Tom Petty.
Hillman regala,  con questo suo lavoro,  una nuova vita ad una musica che regala forti emozioni e che non deve essere dimenticata.
BIDYN' MY TIME si può definire con un solo termine: Capolavoro.



(BELLS OF RHYMNEY - CHRIS HILLMAN)



(HERE SHE COMES AGAIN - CHRIS HILLMAN)






domenica 24 giugno 2018

LUCA CARBONI - SPUTNIK


⭐⭐⭐⭐⭐

(SONY MUSIC - 2018)

Luca Carboni si ripresenta ai suoi fans con un disco di splendente  elettro-pop  da "5-stelle-5"  pienamente meritate.
Carboni è uno di quegli artisti che, pur cambiando pelle alle proprie canzoni, al proprio modo di comporre e pensare la sua musica,  riesce a mantenere una "Qualità Artistica" di fondo sempre più che eccellente.
L'artista bolognese ha scelto, per il lancio del nuovo SPUTNIK, una canzone orecchiabile come  UNA GRANDE FESTA destinata a diventare uno di quei tormentoni estivi che poi si rimandano a futura memoria.
Ma sono tutte le 9 canzoni, nei complessivi trenta minuti di durata, a raccontare che Luca Carboni è ancora in piena forma artistica.
Con l'aiuto di Calcutta  mette in musica una stupenda IO NON VOGLIO. 
Splendide e splendenti sono anche, AMORE DIGITALE, OGNI COSA CHE GUARDI, PRIMA DI PARTIRE, L'ALBA per non parlare della canzone che titola il disco e che lo chiude: SPUTNIK è una ballata elettronica sì, ma dolce, tenue a tinte pastello e regala buone emozioni.
Dopo 30 anni sempre ad alto livello  questo  Luca Carboni 2018 mi regala ancora bellisime emozioni.
L'Artista Bolognese è uno dei miei punti fermi.
Ed è ancora qui.
Grande. Come Sempre.



(LUCA CARBONI - IO NON VOGLIO)




(LUCA CARBONI - PRIMA DI PARTIRE)








sabato 19 maggio 2018

ARTISTI VARI - WHEN THE WIND BLOWS - THE SONGS OF TOWNES VAN ZANDT



⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA  RECORDS - 2018)


Molto più che un Disco.
Questo è un Autentico Atto di Amore.
L'Amore che l'amico Andrea Parodi ha sempre nutrito per il cantautore americano Townes Van Zandt.
Amore che è stato sigillato sin dal primo disco di Parodi "Le Piscine di Fecchio". In quell'album  dell'anno 2000 vi è, infatti, una cover di "Tecumseh Valley"  titolata "Carolina".
Da quell'anno lontano la strada intrapresa da Andrea Parodi è sempre stata coerentemente legata al ricordo del suo "mentore".
Promotore del  più importante Festival Mondiale dedicato al defunto cantautore texano, Parodi ha  deciso di fare ancora di più per celebrarne la figura.
Con l'aiuto di decine di Cantautori,  compagni di viaggio, Parodi ha infatti prodotto per l'etichetta Appaloosa Records un doppio album antologico con alcune tra le più belle canzoni di Van Zandt. 
Un'Opera Monumentale che vede coinvolti a decine artisti che hanno nel cuore, nel sangue  e nel loro dna le liriche e la musica del Grande Townes.
L'elenco è lunghissimo e tutte le 32 canzoni del doppio album sono altrettanti gioeillini da tenere conservati a lungo tra le cose care: versione splendide, tutte, che citarne qualcuna sarebbe un torto per tutte le altre. 
Mi limito pertanto a condividere la lista delle canzoni e dei relativi interpreti:



Solo un grande e autentico Amore poteva portare a questo risultato.
Mi piace sempre ricordare la prima volta che incontrai Andrea al parco del Bersagliere a Cantù in ua sera d'estate del 2004. 
E da quella sera ogni volta che lo trovo rivedo, nella sua folta capigliatura e nel suo sorriso sempre solare, la forza di uno che ha sempre creduto in quel che stava facendo, da cantautore, da promoter, da amante della Musica, da "agitatore culturale" ... 
Nato come me (e un'altro Grande Amico mio)   il giorno 6 di  maggio Andrea Parodi è un Grande Sognatore e la produzione (in collaborazione con Jono Manson) di questo Disco è un grande traguardo ...  ma il mio amico mi saprà stupire ancora in futuro.
Ne sono certo.
Complimenti Andrea.




mercoledì 25 aprile 2018

BRUCE SPRINGSTEEN - WE SHALL OVERCOME: THE SEEGER SESSIONS



⭐⭐⭐⭐⭐

(COLUMBIA  - 2006)


E' il  25 aprile dell'anno 2006 il giorno in cui  esce WE SHALL OVERCOME: THE SEEGER SESSIONS  ovvero il quattordicesimo album registrato in studio da Bruce Springsteen.
Ed è una sorpresa per tutti i fans del Boss. Davvero una Grande Sorpresa.
Springsteen abbandona momentaneamente i tradizionali compagni di viaggio della E-STREET BAND  (con la sola eccezione della violinista Soozie Tyrell e della moglie Patti Scialfa ai cori) e, arruolata un'intera band di bluegrass composta da undici elementi,  rivisita alla sua maniera il songbook della grande Tradizione Folk Americana: canzoni che sarebbero prima o poi state destinate all'oblio e la cui memoria è stata tramandata grazie al lavoro del Leggendario folksinger  Pete Seeger.
Springsteen paga così il suo tributo alla tradizione "folk"  rappresentata, appunto, da Seeger e dalle canzoni che quest'ultimo ha cantanto nella sua carriera.
Il Boss spiazza così i suoi fans ma, allo stesso tempo, consegna alla storia della Musica Made  in U.S.A. uno di quei dischi più belli di sempre.
Scorrono così "traditional" la cui origine - spesso -  si perde nella notte dei tempi e  che il Boss fa rivivere di luce propria come  JOHN HENRY, ERIE CANAL, OLD DAN TUCKER, JESSE JAMES, SHENANDOAH per non parlare del capolavoro di ritmo che è rappresentato proprio dalla canzone WE SHALL OVERCOME e ancora la splendente ballata PAY ME MY MONEY DOWN ma è tutto il disco che suona in maniera davvero perfetta.
Un Disco che ha il merito di riproporre una parte fondamentale  di Storia della Musica Americana e solo uno come Springsteen, che ha nel suo DNA  la musica delle "origini",  poteva accostarsi a tale "totem" senza correre il rischio di servire una "minestra riscaldata".
Disco Prezioso.




(BRUCE SPRINGSTEEN - WE SHALL OVERCOME)