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venerdì 1 marzo 2019

NICOLA ROLLANDO & I NUOVI DISERTORI - IL DESTINO DEL PORTIERE



⭐⭐⭐⭐⭐

(AUTOPRODOTTO - 2018)

Portieri e  Cantautori.
Il Mio Mondo.
Chi mi frequenta da tempo conosce queste mie Grandi Passioni.
A questi Eroi con il numero 1 sulle spalle o con una Chitarra e una manciata di Canzoni in mano ho dedicato gran parte del mio tempo.
Ho visto, molto.
Ho sentito, molto.
E poi ho scritto tanto: di loro, delle loro gesta, delle loro canzoni.
Faccio mio quello splendido appello di Eduardo Galeano: 

"Vado per il mondo, col cappello in mano, e negli stadi supplico:  "Una bella giocata, per l'amor di Dio". "

modificando un poco il concetto espresso dal grande scrittore sudamericano io vado in cerca di quel tipo sempre un po' eccentrico che vola a bloccare palloni e resto incantato, sempre, di fronte a qualche miracolo di qualche novello icaro ... esattamente come sono sempre pronto ad ascoltare nuove canzoni che ridestino un poco l'animo dal suo torpore.
Così, quando l'amico cantautore Andrea Parodi mi ha segnalato questo album dal magnifico titolo e dalla splendida copertina, IL DESTINO DEL PORTIERE, non ho esitato che lo spazio-temporale  di qualche minuto ad andare in cerca di Nicola Rollando, il suo Autore.
Trovare un portiere-cantautore o un cantautore-portiere, mettetela un po' come preferite, è come trovare il Sacro Graal.
Non è un caso, tuttavia, che Nicola Rollando, cantautore artefice di tale splendida opera musicale, provenga dalla Liguria.
Sarà l'aria.
Sarà il mare. 
Saranno tutte e due le cose insieme ma alla mente mi torna subito un altro artista ligure che, vestita da giovane la maglia da portiere, ha dispiegato le ali in una splendida carriera da cantautore: parlo di Francesco Baccini. 
Insomma ... dici Liguria ... e se non son portieri son cantautori.
E Nicola Rollando è portiere ed è cantautore.
Con un passato nel campionato di prima categoria ligure a difendere i pali della formazione della Monegliese  Nicola  ha inserito all'interno del booklet allegato al cd una splendida foto di quel tempo passato volando tra i pali con il mare alle sue spalle.
Uno splendido scatto fotografico che immortala Nicola nell'attimo esatto in cui si prepara all'intervento. Pura Poesia.


Trovo di una bellezza poetica  anche la copertina di questo disco.
Nel ritratto di Nicola, ricoperto di fango al termine di una partita sicuramente combattuta,  vi è tutta la Poesia propria e specifica del Ruolo. 
Numero 1 sul campo di calcio e  Numero 1 con la Chitarra 12 corde in mano: Nicola Rollando mi ha letteralmente folgorato con le canzoni di questo suo primo disco. 
Un disco di puro cantautorato Made-in-Italy. 
Disco di Pura Bellezza.
Coadiuvato dai suoi compagni di ventura "I NUOVI DISERTORI" nelle persone di: Alice Nappi al violino, Massimo Galelli al basso, Federico Stagnaro alla batteria, Nicola Merciari alla chitarra classica ed elettrica,   Nicola Rollando sfodera dieci piccoli gioielli che misurano in 45 minuti (giusto la fine di un primo tempo magnifico) tutta la sua fine arte di Cantautore di Razza.
Il biglietto da visita di questo album  è subito nella splendente VALLEGRANDE, ballata dai toni tenui che trova in un altro Immenso Artista ligure, Max Manfredi, il giusto compagno di avventura. L'intro di chitarra che apre questo brano è poi anche quello che ci spalanca una finestra sul mondo musicale di Rollando. 
Splende di luce propria anche la seguente APPUNTAMENTO AL BUIO.
Mentre nel brano IL RACCONTO DI UN ISTANTE Nicola Rollando narra della dolorosa  scomparsa del fratello alpinista Ferdinando scomparso sul Monte Bianco nell'anno 2014.
IL DESTINO DEL PORTIERE è, nel mio modo di sentire,  più una Poesia che non una canzone. Si accosta esattamente al "mestiere" del "Guardameta". Il valore dei versi scritti da Rollando è tutto dentro il fatto di esserci sempre stato nei panni di un Portiere. Perchè nessuno al mondo potrebbe descrivere un portiere se non un altro portiere. Nei versi finali "Non lasciarti ingannare dall'effetto della sfera. La parabola beffarda che decide la partita. Ce l'avevi tra le mani e ora ti sfugge dalle dita." io trovo tutto il significato del titolo del disco: il "destino" di questo Eroe con il numero 1 sulle spalle ... è  tutto in una parabola. Da segnalare il contributo di  Paolo Bonfanti,  altra Eccellenza Ligure, che partecipa a questa celebrazione del Ruolo.
In SOLDI,  con l'ottimo violino di Alice Nappi sugli scudi,   vi è il contributo di  un altro  cantautore ligure, Alberto "Napo" Napolitano che presta la sua "straordinariamentedeandreiana" voce alla causa del "portiere".
CARICA E SPARA trascina con il suo straordinario e travolgente  ritmo mentre in UN'ARMATA DI STELLE  Rollando consegna al firmamento delle Stelle la speranza di una redenzione, un messaggio di libertà con l'amico "Napo" ospite alla voce ... quella voce che ad un certo punto ti alzi e dici:  Faber.
LETTERE DALL'ESILIO  è una splendida ballata dai toni pastello che prende forma  e detta il punto di vista di che sceglie la via  di un esilio volontario pur sapendo di non poter fuggire da niente e nessuno.
Nel pezzo LA SVENDITA DEL MANUFATTO Rollando si misura in maniera ironica e sarcastica con  la problematica della svendita del patrimonio pubblico. Il brano vede la partecipazione di Piero Baldini.
La canzone che chiude il disco, DO YOU REMEMBER REVOLUTION, è una sorta di dolce rivisitazione del tempo passato, un dolce viaggio nella nostalgia messa in  musica.
Alla fine di questi  45 minuti di Ottima  Musica non resta che togliersi il capello e inchinarsi di fronte a tanta Grande Bellezza: Nicola Rollando & i suoi "Nuovi Disertori" macinano Grande Musica. Bella Musica. 
Spero che questo disco, il suo Autore & i suo Compagni di viaggio possano trovare una "giusta" collocazione nel panorama della musica cantautorale italiana, perchè se lo meritano davvero.
IL DESTINO DEL PORTIERE è un Grande Disco
Que Corra La Voz !!!!!!!!!!


p.s.

Grazie Nicola, per aver portato il Portiere sulla copertina di un disco. 

Grazie per averne cantato il Destino.





(NICOLA ROLLANDO & I NUOVI DISERTORI - VALLEGRANDE)








(NICOLA ROLLANDO & I NUOVI DISERTORI - IL DESTINO DEL PORTIERE)













sabato 26 gennaio 2019

LUIGI MAIERON - NON VOGLIO QUASI NIENTE



⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA RECORDS - 2018)


di Rho Micol & Mauro


Luigi Maieron, Poeta, Scrittore e Cantautore friulano, ha composto e cantato una della canzoni più belle della storia della musica d'autore italiana:  quella canzone, che titolava il suo secondo album, SI VIF è una di quelle composizoni che una volta entrata nel cuore, non ne esce più,  e diventa indispensabile compagna di viaggio.
In occasione dell'uscita del suo terzo album, UNE PRIMAVERE, nel gennaio del 2008, mi capitò l'occasione e la fortuna  di poter intervistare Luigi in una bella chiaccherata che potete andare a rileggere al sito www.iltonnuto.it (cercando nell'archivio il numero 80).
Nel corso di quell'intervista chiesi conto a Luigi della "genesi" di quella sua splendida  SI VIF.
E  questa fu la sua risposta:

 "Si vîf è stato l’ultimo brano scritto del cd. In questo lavoro mi piaceva raccontare i passaggi a cui siamo obbligati nel tentativo di spogliarci delle tante cose inutili che per distrazione, obbligo o tributo ai tempi moderni ci mettiamo o ci facciamo mettere addosso. Dopo tre anni di scrittura tutto era come lo avevo sperato, ma mancava qualcosa. Non riuscivo ad inserire nel modo sperato, un concetto che consideravo centrale e che era riassunto nella frase: “no si cres avonde mai cence bogns ricuarts, si vîf distes ma a coste un pouc di plui” (non si cresce mai abbastanza senza buoni ricordi, si vive comunque ma costa un poco di piu’). L’origine di buoni ricordi non solo relativi a rapporti d’infanzia, ma a tutti i periodi di un’esistenza. La necessità quindi di “messa a fuoco” continua per non perdere il senso del reale per poi lasciarsi andare ad inutili rimpianti. Poi un giorno in risposta ad una persona che mi chiedeva come stavo gli risposi:”Si Vîf “, e immediatamente capì che avevo trovato il modo di sviluppare la canzone che cercavo e che chiudeva il cerchio e concludeva il CD: dovevo descrivere i tanti passaggi per costruire una sola vita; i buoni ricordi quale principio da considerare per noi e per gli altri."

Oggi, undici anni esatti dopo quell'intervista, sono qui ad ascoltare l'ultimo album di Maieron  dal titolo NON VOGLIO QUASI NIENTE che, uscito sul finire del 2018, vede Luigi riassumere quel "Si Vif", in 12 canzoni e 50 minuti di Pura ed Autentica Poesia. Il Poeta friulano mette nero su bianco le profonde, chiare,  riflessioni di un Uomo che ha quel Dono, splendido, di saper tratteggiare in pochi incisivi ed essenziali versi stati d'animo e verità universali che sono (o dovrebbero essere) patrimonio dell'Animo di tutti noi.
Il disco, che vede un altro friulano D.O.C. come Umberto Trombetta Gandhi alla direzione artistica e arrangiamenti, propone suoni che spaziono a tratti in atmosfere quasi  jazz e che vedono accanto alla voce e chitarra di Luigi (come sempre autore di tutti i testi e le musiche), la chitarra elettrica di Stefano Natali, il basso elettrico di Emiliano Visentini, l'organo Hammond e piano elettrico di Rudy Fantin, il violoncello di Mara Grion, la fisarmonica di Sebastiano Zorza, il piano elettrico di Giorgio Pacorig, il sax soprano di Nevio Zaninotto, la tromba di Favio Zanuttini e le batterie e percussioni a cura dello stesso U.T. Gandhi.
Il disco si apre con la canzone che titola tutta l'opera "NON VOGLIO QUASI NIENTE"   una ballata malinconica nella quale si evidenzia l'importanza dell'amore e la buona sostanza che alla fine stringendo il "pugno" sono proprio poche le cose che possiamo trattenere. Un Manifesto della Vita.
MINORANZE è una ballata travolgente impreziosita dalle voci del coro Freevoices e dal refrain accativante "Alle volte è un giro di vento una marcia in controtempo / un paese che non ti vede un amore che non cede / alle volte è un nuovo incontro un sorriso più grande di noi / tutto quello che passa per strada correndo e viene a stare da te" che resta veloce in mente. Splendida.
IL BIEL VIAC (IL BEL VIAGGIO) è la prima delle tre canzoni cantate da Luigi nel suo dialetto "furlan" ed è una canzone in puro stile country-western con le atmosfere proprie del genere e con un ottimo lavoro alla tromba di Flavio Zanuttini .
QUANDO PARLO DI TE racconta l' assenza in maniera malinconica ma assolutamente non banale.
I TUOI FIANCHI si apre con l'essenziale violoncello di Mara Grion e  racconta la storia di   un amore dell'epoca della giovinezza che l' incontro in età adulta fa rivivere nei ricordi per nulla sbiaditi dal passare del tempo sospesi tra nostalgia e qualche rimpianto. Magica.
In LA LENGHE DA CJERE ( LA LINGUA DELLA TERRA), sempre cantata nel suo dialetto,  Luigi racconta il rapporto delle radici e della terra sempre tenendo presente che le radici si muovono insieme per un bene comune.
UN POCO DI TE è una poesia Pura che racconta una giornata come tante nella vita  di quell' essere speciale che si chiama Donna. Altra canzone che andrebbe stampata e portata a Manifesto.
GRANDE DENTRO racconta un po' del viaggio fatto fin qui nella vita avendo sempre cura di preservare e coltivare con la dovuta cura quei valori semplici che ci consentono di rimanere sempre  e comunque grandi dentro.
SAN SCUIGNI (SANTO DOVERE) è l' ultima delle tre canzoni in dialetto dell' album ed è una riflessione sul lavoro, su ciò che si costruisce e sui meriti che ne scaturiscono . 
CANZONE PER ICIO è la canzone che Maieron dedica a Maurizio Protti detto Icio, per anni autista personale dello scrittore Mauro Corona, che ha condiviso un pezzo di vita e di strada  con Luigi  nel corso delle lunghe serate nate dalla collaborazione tra i due artisti friulani.
CHE COSA NE FAREMO è una riflessione sul tempo passato insieme e sulla condizione umana per scoprire in fine che non siamo poi così soli.
IL CIELO DI CASA MIA è la canzone che chiude il disco e racconta la semplice bellezza del cielo sopra la propria casa. Rappresenta quel luogo ove, nelle parole di Luigi, il nostro Poeta ci voleva portare: "Ogni Canzone è una piccola osteria dove fermarsi a bere un bicchiere insieme e scambiarci qualche opionione."
Per concludere, terminato l'ennesimo attento ascolto ho scorto chiaro,   tra le pieghe di questo viaggio "in volo"  sospeso sopra l'animo umano,  quegli splendidi e sempiterni versi vergati da John Gillespie Magee Jr.  che alla fine della sua HIGH FLIGHT raccontava: "(...) Ho spento i motori / e percorrendo spazi inviolati di paradiso, / la mano ho messo fuori / e di Dio ho sfiorato il viso".
Con la tua Poesia ci hai fatto volare molto in alto.
Grazie Luigi.
Mandi.






(LUIGI MAIERON - NON VOGLIO QUASI NIENTE)












domenica 11 novembre 2018

JOHN HIATT - THE ECLIPSE SESSIONS



⭐⭐⭐⭐⭐

(NEW WEST RECORDS - 2018 )


Quattro anni dopo il precedente  TERMS OF MY SURRENDER il Maestro  John Hiatt ritorna tra noi con un nuovo disco: THE ECLIPSE SESSIONS.
Senza le possenti chitarre di Doug Lacio a favore delle più tenui  tinte  disegnate sulle corde dello strumento da Yates McKendree con il fido Kenneth Blevins confermato alla batteria, Patrick O'Heran al basso e Kevin McKendree al piano, il suono di questo nuovo lavoro è decisamente più raccolto: molto lavoro passa per la chitarra acustica dello stesso Hiatt che, se nel disco precedente metteva sul piatto i "Termini della sua Resa",  in queste nuove undici canzoni raccoglie a piene mani dal fondo della sua anima riflessioni di una vita intera. 
Dolori e passioni, ma anche sconfitte umane, rimpianto  e redenzione, tutto questo passa attraverso queste ECLIPSE SESSIONS.
Per chi, come il sottocritto, ha nel cuore il percorso musicale di quest'uomo giunto alle 66 primavere  con un pesante carico di "esperienze di vita"  le canzoni di questo nuovo disco suonano un po' come una sorta di bignami di quello che potrebbe definirsi il "crepuscolo dell'esistenza".
Dal suo capolavoro assoluto,  BRING THE FAMILY  (1987), sono ormai passati più di trenta anni ma un sottile filo conduttore lega le vicende di quel disco alle "confessioni" di queste nuove registrazioni.
Canzoni come NOTHING IN MY HEART o OVER THE HILL o ancora HIDE YOUR TEARS o  ROBBER'S HIGHWAY che trovano spazio in questo disco del 2018 e che raccontano di dolore e pentimenti sembrano arrivare dritte dritte dallo struggimento umano di quello strepitoso album di 31 anni fa.
THE ECLIPSE SESSIONS è un disco tra i migliori mai mandati alle stampe da Hiatt nel corso della sua lunga carriera.
John Hiatt è  giunto  (probabilmente) alla resa dei conti con il suo passato e in questo suo viaggio nel  "Crepuscolo dell'Esistenza"  il cantautore  regala a ognuno di noi  un tema che deve invitare a profonde riflessioni.
John Hiatt è sempre stato un Cantauture con la C Maiuscola. 
Forse è vero: siamo al Crepuscolo. 
E' il tempo, con il suo scorrere a portarci là.
Così e la vita raccontata attraverso le  undici canzoni di  THE ECLIPSE SESSIONS: un Capolavoro.







(JOHN HIATT - NOTHING IN MY HEART)



(JOHN HIATT - ROBBER'S HIGHWAY)





domenica 5 agosto 2018

THE BOOTLEG SERIES VOL. 5 - BOB DYLAN LIVE 1975 - THE ROLLING THUNDER REVUE



⭐⭐⭐⭐⭐

(COLUMBIA - 2002)


Compendio in "presa diretta" di tutta l'Arte e il Genio Musicale Assoluto di Bob Dylan questo doppio album raccoglie ventidue tra le sue migliori canzoni  tratte dal quel famoso "Circo" Itinerante  denominato THE ROLLING THUNDER REVUE.
L'idea di una Super-Band che, con ospitate di vario genere, attraversò l'America portandosi appresso  il "verbo" del Grande Dylan fu splendida e geniale.
Con Joan Baez ospite fissa e una serie di comprimari di prim'ordine come T-Bone Burnett,  Bobby Neuwirth, e Mick  Ronson alle chitarre tanto per citarne solo alcuni Dylan rivisitò in allegria e divertimento il proprio song-book che,  all'epoca,  già poteva contare al suo attivo canzoni che definire leggendarie è dire poco. 
Basta ricordare che, tra il 1962 con l'uscita di BOB DYLAN e il 1975 con BLOOD ON THE TRACKS, Dylan mandò alle stampe  i suoi più importanti dischi.
Ecco così scorrere MR. TAMBOURINE MAN, BLOWIN' IN THE WIND, I SHALL BE RELEASED, ROMANCE IN DURANGO, THE WATER IS WIDE, JUST LIKE A WOMAN, KNOCKIN'ON HEAVEN'S DOOR, HURRICANE, TANGLED UP IN BLUE.
Canzoni che fanno parte della Storia della Musica e che sono un Patrimonio unico per tutti noi amanti della Musica D'Autore.
Le proposte musicali dylaniane, sul mercato, sono molteplici e l'elenco a riguardo è sterminato. 
Ma questo VOLUME 5 del  Bootleg  Series è decisamente tra i migliori: BOB DYLAN LIVE 1975 rappresenta una degna testimonianza dalla straordinaria visione musicale di Dylan.
Indispensabile.







sabato 28 luglio 2018

KINKY FRIEDMAN - LASSO FROM EL PASO



⭐⭐⭐⭐⭐

(VARESE - 1976)


Compositore e Genio Assoluto  di un genere musicale che possiamo (semplificando di molto il concetto) definire "Satirico" Richard "Kinky"  Friedman, classe 1944, ha dato alle stampe pochi dischi nel corso della sua carriera intervallando, alle opere di carattere musicale,  la sua carriera letteraria espressa sotto forma di romanzi di genere giallo con forti venature  fantasy.
Tra le sue "esperienze" musicali più significative questo LASSO FROM EL PASO, pubblicato originariamente nel novembre del 1976,  vede celebrato tutto il suo Genio Musicale in dodici canzoni e mezz'ora di pura musica country-folk oriented. Testi pregni di sano umorismo e cover scelte ad hoc, come CATFISH di Dylan o THE BALLAD OF IRA HAYES di LaFarge regalano punti ad un opera che ha un notevole tasso qualitativo al suo interno.
A celebrare l'Arte di Kinky in questo disco,  disperso nel viale dei ricordi di un tempo passato, vi è un autentico  "Parterre de Roi".
Tra gli altri, trovano spazio nelle canzoni del disco, Ringo Starr che presta la sua voce al Jesus di MEN'S ROOM, L.A.,  Eric Clapton al dobro nelle canzoni KINKY e OL' BEN LUCAS,  e poi via via prendono le misure alle canzoni di Friedman i membri di THE BAND, ossia Rick Danko, Richard Manuel, Levon Helm e al piano presta la sua opera un Mostro Sacro come Dr. John e ancora al banjo il frontman dei Byrds Roger McGuinn potendosi poi concedere come chitarristi gente del calibro di Ron Wood, Mike Ronson e T-Bone Burnett. 
Sommando il tutto ...  un cast di prim'ordine che contribuisce a rendere il tappeto sonoro dell'album a dir poco splendido.
Sin dall'iniziale SOLD AMERICAN registrata ai tempi del Rolling Thunder Revue di Mr. Bob Dylan (al quale Kinky si era aggregato nello stesso anno)  appare chiaro, anche al più disattento ascolto, che questa è Musica con la emme maiuscola.
Tra le perle assolute del disco LADY YESTERDAY ballata dolce e molto romantica.
C'è molta sostanza in questo LASSO FROM EL PASO.
Per certo, nella storia, il  miglior album di Kinky Friedman.
Un Capolavoro Dimenticato.


p.s. Splendida la copertina dell'album ove, nel disegno di John Kehe, Kinky è riprodotto nel famoso logo delle sigarette Camel.




(KINKY FRIEDMAN - LADY YESTERDAY)


















sabato 21 luglio 2018

CHRIS HILLMAN - BIDIN' MY TIME



(ROUNDER RECORDS - 2017)

⭐⭐⭐⭐⭐


Celebrato dalla stampa di settore e amato dagli addetti ai lavori questo nuovo album di Chris Hillman si può considerare a ragion veduta un Capolavoro.
Hillman,  un Signore di 74 anni, mette insieme quel che resta degli amici e della musica di un tempo passato e confeziona con l'aiuto del compianto Tom Petty (produttore dell'album) un lavoro di bellezza adamantina.
Già membro e colonna portante degli storici BYRDS, e poi dei FLYING BURRITO BROTHERS (solo per citare  due delle sue esperienze "portanti") Hillman ha chiamato a raccolta gli amici David Crosby e Roger McGuinn per incidere questo disco che è una sorta di "Compendio Musicale"  che racchiude dentro 30 minuti e 12 canzoni tutto il suo credo musicale.
BIDIN' MY TIME  porta dentro tutta quell'atmosfera propria degli anni a cavallo tra la fine dei sessanta e i primi settanta. Quel tempo in cui coi BYRDS Hillman mandava alle stampe  MR. TAMBOURINE MAN  disco che mischiava il pop-rock al folk e al country alternativo. 
E' passato quasi mezzo secolo ma quelle registrazioni sono ancora tra le cose migliori che siano mai state messe in commercio. Con McGuinn e Crosby e con la mente e il cuore ancora in quegli anni lì Hillman richiama il fantasma di uno degli originali che se n'è andato prima del tempo, Gene Clark, evocato in un suo vecchio pezzo   SHE DON'T CARE ABOUT TIME e rispolvera un grande, grandissimo,  brano apparso proprio nel primo disco dei BYRDS, ossia BELLS OF RHYMNEY.
Con lo stesso produttore del disco,  Tom Petty,  alla chitarra elettrica in HERE SHE COMES AGAIN ci si immerge in una Musica senza tempo, in Suoni che non trovano spazio o limitazione.
Mischiati a brano nuovi  anche richiami ad altri miti passati come WALK RIGHT BACK degli EVERLY BROTHERS e una magnifica versione di WILDFLOWERS canzone dello stesso Tom Petty.
Hillman regala,  con questo suo lavoro,  una nuova vita ad una musica che regala forti emozioni e che non deve essere dimenticata.
BIDYN' MY TIME si può definire con un solo termine: Capolavoro.



(BELLS OF RHYMNEY - CHRIS HILLMAN)



(HERE SHE COMES AGAIN - CHRIS HILLMAN)






domenica 24 giugno 2018

LUCA CARBONI - SPUTNIK


⭐⭐⭐⭐⭐

(SONY MUSIC - 2018)

Luca Carboni si ripresenta ai suoi fans con un disco di splendente  elettro-pop  da "5-stelle-5"  pienamente meritate.
Carboni è uno di quegli artisti che, pur cambiando pelle alle proprie canzoni, al proprio modo di comporre e pensare la sua musica,  riesce a mantenere una "Qualità Artistica" di fondo sempre più che eccellente.
L'artista bolognese ha scelto, per il lancio del nuovo SPUTNIK, una canzone orecchiabile come  UNA GRANDE FESTA destinata a diventare uno di quei tormentoni estivi che poi si rimandano a futura memoria.
Ma sono tutte le 9 canzoni, nei complessivi trenta minuti di durata, a raccontare che Luca Carboni è ancora in piena forma artistica.
Con l'aiuto di Calcutta  mette in musica una stupenda IO NON VOGLIO. 
Splendide e splendenti sono anche, AMORE DIGITALE, OGNI COSA CHE GUARDI, PRIMA DI PARTIRE, L'ALBA per non parlare della canzone che titola il disco e che lo chiude: SPUTNIK è una ballata elettronica sì, ma dolce, tenue a tinte pastello e regala buone emozioni.
Dopo 30 anni sempre ad alto livello  questo  Luca Carboni 2018 mi regala ancora bellisime emozioni.
L'Artista Bolognese è uno dei miei punti fermi.
Ed è ancora qui.
Grande. Come Sempre.



(LUCA CARBONI - IO NON VOGLIO)




(LUCA CARBONI - PRIMA DI PARTIRE)