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domenica 19 dicembre 2021

VASCO ROSSI - SIAMO QUI


(UNIVERSAL MUSIC - 2021)


SIAMO QUI ... e non solo per modo di dire ...  siamo veramente qui,  sul finire del 2021,   ancora  legati a doppio  filo con  il "nostro" Vasco che, passano gli anni,  ma  resta  una delle  poche certezze della nostra "esistenza musicale".
Giunto al diciottesimo capitolo di inediti della sua  Storia Musicale  il Blasco mette insieme  dieci  canzoni che sprizzano uno splendente "rock"   a tutto tondo.
Pezzi portanti del disco sono la canzone che titola il disco  SIAMO QUI  che  ha,  nel testo,  uno splendido retaggio del Vasco-Pensiero con il quale siamo cresciuti  e che ritroviamo integro dentro una canzone disegnata per chitarre elettriche e acustiche , viola, violoncelli e violini,  con quella spolverata finale al pianoforte e tastiere a cura di Celso Valli che varrebbe da sola la spesa dell'album  con lo stesso Valli che con Vasco è anche il produttore del disco. Canzone di forte e diretta presa; una delle ballate che entra di diritto nel gotha della Storia Musicale del Blasco.
Quindi  nella scaletta di gradimento metto UNA CANZONE D'AMORE BUTTATA VIA che è stata la prima canzone del disco ad essere svelata lo scorso anno e che chiude il disco  fungendo un po' da "ultimo tango". E' un'altra canzone da  annotare tra quelle che lasceranno il segno, con quel ritornello che resta subito in mente e che è trascinato da un tappeto  sonoro di forte presa e nota di merito a parte merita ancora Celso Valli che ha  arrangiato gran parte dei brani del disco,  che qui è alle prese con pianoforte acustico e tastiere, così come ottime sono le chitarre di Mattia Tedesco, il basso di Cesare Chiodo, violino e viola di di Valentino Corvino, Violoncello di Vittorio Piombo. Canzone Memorabile.
Si fanno amare anche LA PIOGGIA ALLA DOMENICA, UN RESPIRO IN PIU',  PATTO CON RISCATTO,  L'AMORE  L'AMORE  nel  complesso di un lavoro che  si lascia ascoltare e riascoltare con quel "piacere antico" che  si prova a riascoltare la voce di un vecchio amico  che non sentivamo da tempo.
Nelle classifiche FIMI dei  cd  più venduti, al momento in cui scrivo,   dopo 5 settimane di presenza SIAMO QUI  è in quarta posizione nelle vendite della settimana tra il  10/12 e il  16/12 : un segno dei tempi che passano. 
Tra il "primo"  Vasco che raggiunse per la prima volta  il primo posto nelle vendite  (nel  1987 con C'E' CHI DICE NO  che  restò in testa per dodici settimane di  fila)  e questo  Vasco  2021 (che ha  raggiunto e tenuto il primo posto per una settimana  tra il 12/11 e il 18/11)  sono  passati   ben  34  anni    ...  come dire che per metà della sua vita il Rocker di  Zocca è stato al vertice, facendo presa su più generazioni con le sue liriche e le sue musiche che hanno raccontato, negli anni, un po' anche la  Nostra Storia.
Viva Vasco.
Uno dei Nostri. 
Uno dei Miei più amati.



(VASCO ROSSI - SIAMO QUI) 










 

sabato 30 ottobre 2021

TIM GRIMM - GONE

 


⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA RECORDS - 2021)


A certificare le 5 stelle che accompagnano le mie note su questo ultimo disco del cantautore dell'Indiana Tim Grimm basterebbero anche solo due delle nove canzoni che lo compongono.
GONE,  canzone che ha lanciato il disco e che  titola anche la raccolta,  è stata nominata canzone dell'anno agli "International Folk Alliance Awards", ed è una toccante e deliziosa canzone che narra della "perdita"; dedicata alla memoria di John Prine,  porta dentro tutta la poesia e la straordinaria empatia e umanità che questo cantautore riesce a trasmettere in pochi versi con la sua voce calda e avvolgente che presto diventa familiare e ammalia senza via di scampo.
Ma è con il brano JOSEPH CROSS che Grimm ha attirato la mia attenzione e ha guadagnato  tutta  la mia stima: canzone del compianto cantautore texano  Eric Taylor che qui in zona abbiamo avuto la fortuna di vedere all'opera in diverse occasioni,  Tim Grimm coinvolge nella sua versione la vedova di Taylor, Susan ai cori, e chiama alla chitarra elettrica  Marco Python Fecchio che, con Taylor,  ha condiviso palco e registrazioni in passato e che contribuisce a rendere "prezioso" il tappeto sonoro di questa ballata.
Basterebbero queste due canzoni a consacrare questo disco che, per dirla tutta, ha dentro sin dall'inziale DREAM, passando per l'ecologica 25 TREES, sonorità splendide che ben si adattano alle liriche che Grimm compone narrando storie di vita dell'uomo comune osservandolo da un punto di vista privilegiato: quello del cuore.
Passano gli anni e, sempre meno, mi sembra di poter capire, avrò la fortuna di imbattermi in cantautori di questa "stoffa".
Gente che sa ancora andare a toccare le corde dell'anima e scaldando il cuore, magari ricordando amici che non ci sono più, con una classe ed una eleganza che (anche quella) è merce rara.
Ode a Grimm. 
Cantautore nel senso Puro del termine.



(TIM GRIMM - JOSEPH CROSS)







PAOLO ERCOLI - WHY NOT

 


⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA RECORDS - 2021)

La prima volta che sentii nominare  Paolo Ercoli  fu una sera di molti, moltissimi, anni addietro.
Prima ancora che Paolo iniziasse la sua lunga serie di  collaborazioni con gli amici di Pomodori Music & Andrea Parodi.
A farmi il suo nome ed a decantare le lodi sulla sua "arte" con il dobro fu l'amico Enrico.
E se è vero, come è vero,  che l'amico Enrico è certamente di parte, essendo cognato dello stesso Ercoli, è anche vero che Enrico è sempre stato un fine intenditore di musica e, pertanto, la sua parola per me non è mai stata in discussione.
Ricordo anche, per certo, di aver consigliato a Enrico di mandare Paolo qualche sera da Carlo, all'Una&trentacinquecirca a Cantù,  per portarlo ad incontrare tutto quel mondo di musicisti e cantanti che facevano capo alla Pomodori Music di  Parodi.
Ora, a distanza di anni, da quella sera in cui lo sentii nominare per la prima volta, il nome di Paolo Ercoli è in bella evidenza sulla copertina del primo disco uscito a suo nome.
WHY NOT è un disco italiano ma, a sentirlo senza aver visto confezione e booklet,  si potrebbe per certo intenderlo come un disco di Musica Americana al cento per cento, a partire dalla dedica che apre il booklet vergata dalla mano dell'americano Jerry Douglas che è una leggenda vivente del dobro e che, proprio in questo anno di grazia 2021 ha messo in piedi un grande progetto musicale con  John Hiatt, uno tra i più amati tra i  "nostri tonnuti".
Il buon viatico indicato da Douglas, che fu colui che iniziò Ercoli al dobro,  e che in WHY NOT presta la sua arte nel brano NARDIS   ci porta dentro un mondo musicale  veramente straordinario e avvincente nel quale oltre ai fidi compagni di viaggio del "Paolo Ercoli Trio" ossia Rino Garzia al basso e Gino Carravieri alla batteria troviamo collaborazioni di tutto rispetto, da Scarlett Rivera al violino in THE BALLAD OF TOMMY DIXON a Luke  Bulla al violino in WRONG SIDE OF THE OCEAN a Billy Cardine, altro virtuoso del dobro che è ospite in un paio di canzoni del disco...  e  l'elenco degli ospiti venuti a festeggiare questi primi 30 anni di attività musicale di Ercoli è ancora lungo per un totale di ben 32 artisti ... con la chicca di una canzoni a più voci, SOMEDAY WE WILL che raccoglie gran parte di questi amici ... 
Alla fine dei conti, terminato l'ascolto di questo album, è chiaro che gli amici che hanno contribuito alla realizzazione artistica di WHY NOT hanno tributato un giusto omaggio a Paolo Ercoli che, con coraggio, ha portato avanti un discorso musicale coerente con le sue idee che, in Italia, è davvero un "pezzo unico".
Un disco Raro.





(Paolo Ercoli - SOMEDAY WE WILL)








domenica 19 settembre 2021

DAVIDE VAN DE SFROOS - MAADER FOLK

 


⭐⭐⭐⭐⭐

(BMG - 2021)


A distanza di sette anni dall'uscita di GOGA E MAGOGA  Davide Van De Sfroos  ritorna con un nuovo album di inediti dall'evocativo titolo di MAADER FOLK.
Resa nota già da tempo,  la copertina del disco fa apparire in tutto il suo splendore la "Madonna del Folk" che tende la mano a De Sfroos  circondata da un'aurea solare che squarcia  nuvole di tempesta che si stagliano all'orizzonte.
Quale sia stato l'effetto che ha fatto al Nostro l'apparizione di questa Madre del Folk è  concentrato tutto dentro questi 59 minuti di musica che ci consegnano un De Sfroos ispirato all'ennesima potenza e sempre in grado di mettere sul piatto canzoni che mischiano tradizione e modernità, suoni e visioni, come da sempre è nelle sue corde.
E se il piatto forte del disco è senza dubbio il duetto  con Zucchero "Sugar" Fornaciari che canta con Davide in OH LORD, VAARDA GIO  in una commistione tra dialetto comasco ed emiliano che ha una forte presa emotiva e, il cui video ha avuto come protagonista un personaggio "di Parola" come Mauro Corona,  in MAADER  FOLK  si ascoltano e riascoltano con piacere pezzi come L'ISOLA (dedicata all'isola Comacina), AGATA (dedicata alle donne, alle madri), IL MITICO THOR (dedicata ai muratori o comunque a quelli che lavorano "sodo"), GLI SPAESATI (dedicata agli abitanti "storici" di ogni paese), STELLA BUGIARDA (che traccia una cartina geografica tra i luoghi cari alla storia dell'autore) solo per citare quelle che più mi hanno colpito che riportano a noi in quel dialetto,  che poi è il nostro,  le storie del lago, dei suoi paesaggi e dei suoi abitanti, le storie allampanate ma allo stesso tempo affascinanti che hanno fatto di De Sfroos il "Cantautore del Lago di Como" in grado di sdoganare un dialetto in tutto quanto l'italico stivale.
Detto che tra i compagni di viaggio in questo MAADER FOLK si trova il sempre fido Angapiemage Galiano Persico con il suo violino  a regalare buone vibrazioni, devo annotare che,  a mio parere,  i 3 minuti e 20 secondi della canzone che chiude il disco, LA VALL (IL VENTO E I FIAMMIFERI), rappresentano davvero uno dei momenti più intensi tra  quanto Davide Van De Sfroos abbia composto  e registrato per questo nuovo disco: una ballata che definire splendida è poco, con un tappeto sonoro davvero fantastico, un vero capolavoro.
MAADER FOLK  è Davide Van De Sfroos.



(DAVIDE VAN DE SFROOS - LA VALL  - IL VENTO E I FIAMMIFERI)






domenica 25 luglio 2021

JOHN HIATT with THE JERRY DOUGLAS BAND - LEFTOVER FEELINGS

 



⭐⭐⭐⭐⭐

(NEW WEST RECORDS - 2021)


Quando  nel  novembre 2018 John Hiatt mandò alle stampe THE ECLIPSE SESSIONS scrissi che il "Rocker dell'Indiana" per le tematiche "dolorosamente umane" che trasparivano dalle liriche dell'album stesse mettendo a punto il tuo testamento artistico e che era, probabilmente,  giunto al crepuscolo della sua vena creativa, arrivando a fare  un bilancio complessivo della sua vita.
Quel disco era straordinario e potete leggerne qui le mie sensazioni  JOHN HIATT - THE ECLIPSE SESSIONS
Ora, a distanza di tre anni,  Hiatt ritorna con un nuovo disco e, dopo svariati ascolti, posso dire che mi sono sbagliato alla grande.
Altro che crepuscolo ...
Hiatt si mette in "combutta" con Jerry Douglas & la sua Band  e quello che viene fuori è un disco davvero sorprendente.
LEFTOVER FEELINGS ha un suono splendete, con chitarre acustiche, dobro, lap steel, violini ...  un suono che riporta indietro John Hiatt di vent'anni almeno, al periodo cioè in cui mandò alle stampe quel CROSSING MUDDY WATERS che era un disco dal suono acustico altrettanto splendido.
In queste dieci nuove canzoni e la riproposizione di ALL THE LILACS  IN OHIO (era su THE TIKI BAR IS OPEN  album del 2001) Hiatt mi ha riportato nel suo fantastico mondo.
Una canzone come I'M IN ASHVEVILLE è in grado di strapparti ancora il cuore così come LIGHT OF THE BURNING SUN che si può già da ora annoverare tra le migliori ballate di John.
Detto che la lap steel e il dobro sono a cura di Jerry Douglas, che presta al disco anche la sua voce e la sua band con Daniel Kimbro al contrabbasso, Mike Seal alle chitarre, Christian Sedelmyer al violino,  e Carmella Ramsey alle voci, non resta che togliersi il cappello ed eleggere LEFTOVER FEELINGS tra le cose migliori della carriera di Hiatt e certamente di questo 2021.
Re John è tornato. Viva Re John. 



(LIGHT OF THE BURNING SUN)



sabato 29 maggio 2021

ANDREA PARODI - ZABALA

 


⭐⭐⭐⭐⭐

(APPALOOSA  RECORDS - 2021)


Ode all'Amico Andrea  Parodi.
La presente non è una "recensione" del disco dell'Amico Andrea, Lavoro che, nella sua Splendente e Adamantica Bellezza, non ha la minima necessità di vedere aggiungere altre righe a quelle  (altrettanto splendide) che in questi giorni ho potuto leggere sulla stampa più diversa (BUSCADERO in testa): piuttosto,  quella che vado a recensire,  è la storia del legame di amicizia tra il  TONNUTO e Parodi.
La lunga strada che è immortalata sulla copertina di ZABALA  parte, nella mia visione delle cose, una sera del dicembre dell'anno 2001  quando,  nello storico  negozio di dischi Music Maker di Cantù, comprai la mia copia de LE PISCINE DI FECCHIO, disco di esordio di Parodi.
La ricordo bene quella sera. 
Partendo da lì entrai in contatto con il "Mondo Musicale" di questo ragazzo di Cantù.
Passarono alcuni anni e poi, finalmente, in una sera di luglio dell'estate 2004,  al Parco del Bersagliere a Cantù incontrai per la prima volta di persona Andrea e mi feci autografare il suo primo album.
Da quella sera in poi Parodi è diventato una sorta di "bussola musicale" per noi de IL TONNUTO. 
Grazie alla sua passione per la musica e alla sua straordinaria empatia il ragazzo di Cantù ci portò dentro un mondo di musicisti fantastici che non conoscevamo ma che, col tempo, abbiamo imparato ad amare. 
La lista dei concerti organizzati da Andrea e che abbiamo seguito negli anni è talmente lunga che occorrerebbe una guida telefonica.
Con l'amico Faz lo portammo anche a Cabiate nell'ambito di uno dei nostri tre TONNUTO HOUSE CONCERT che, a pensarci bene, senza di lui non avremmo neanche immaginato di poter organizzare dato che anche i protagonisti degli altri due concerti,  Max Larocca e Stefano Barotti, entrarono nel "mondo" Tonnuto  introdotti da Andrea.
Con lo scorrere degli anni e delle cose della vita ho visto questo ragazzo crescere come persona e come artista, come promoter e come agitatore culturale.
Ho sempre in mente quando una amica che venne a vederlo suonare qui da noi all'Oratorio a Cabiate nell'House Concert che organizzammo mi disse che veniva a sentirlo perché aveva avuto occasione di conoscerne il padre, Elio, nell'ambito del lavoro a scuola e, mi disse, avendo una grandissima considerazione del padre, voleva conoscere il figlio: quella frase mi colpì molto ma rendeva esattamente il merito ad un uomo che aveva evidentemente cresciuto il ragazzo a sua immagine e somiglianza.
E ora che il padre è lui, Andrea, penso che saprà trasmettere, ai suoi bambini, gli insegnamenti di nonno Elio.
La lunga strada partita da Cantù, dicembre 2001, è passata per questo 6 maggio 2021, data del compleanno mio e di Andrea nati entrambi lo stesso giorno, e data di uscita di questo  ZABALA, disco che ha dentro splendide canzoni e altrettanto splendide collaborazioni, frutto di un lavoro durato anni e risultato chiaro di una profonda stima che lega tutti i vari artisti presenti ad Andrea: una stima che il nostro amico si è guadagnato nel tempo con la forza della coerenza e con l'ostinazione di chi sa esattamente quale è  la sua via nel percorso della vita.
Quando nel tuo disco hai l'onore di avere come ospiti un Premio Oscar  (Ryan Bingham) e una donna leggendaria che ha fatto da spalla a Bob Dylan nell'epoca d'oro del Rolling Thunder Revue (la violista Scarlet Rivera)  significa che il tuo "discorso artistico" ha un senso preciso ma, prima ancora, significa che, queste persone ti stimano  che poi,  a bene vedere,  è forse la cosa più importante.
Sempre Viva l'amico  Andrea Parodi ... e che la lunga strada di Zabala ci porti ancora e sempre tanta Musica, tanta Gioia, e tanti amici sopra e sotto il palco.
Sempre.


(Un giovane Parodi con i Tonnuti)



(ANDREA PARODI - I PIANI DEL SIGNORE)







 

mercoledì 31 marzo 2021

ROCCO ROSIGNOLI - UOMINI E BESTIE

 


⭐⭐⭐⭐⭐

(AUTOPRODOTTO - 2011)



Dieci anni or sono,  nell'aprile 2011,  sul numero 116 del "nostro" TONNUTO   ospitavamo Rocco Rosignoli  con il suo primo disco: UOMINI E BESTIE.
Un disco da 5 Stelle che, 10 anni dopo,  non ha perso un milligrammo della sua  splendente bellezza.
Da scoprire o riscoprire ... 





Recensione tratta da:  IL TONNUTO numero 116 - APRILE 2011 

di Rho Mauro

Rocco Rosignoli, classe 1982, arriva da Parma ed è già stato sulle pagine del TONNUTO nel 2009 in qualità di membro del gruppo Mè, PèK & Barba. A dispetto della giovanissima età Rosignoli ha già alle spalle una notevole attività artistica, svolta sempre in collaborazione con altri artisti nell’ambito di progetti musicali di gruppo.

Ora con UOMINI E BESTIE – UNA SINFONIA DELL’ORRORE Rocco ha messo a punto e dato alle stampe la sua prima opera da “solista”.

UOMINI E BESTIE è un disco veramente sorprendente che mi ha conquistato fin dal primo ascolto sul sito dell’artista emiliano e che, per prendermi in parola, potete ascoltare anche voi qui:

http://www.roccorosignoli.altervista.org/video.html

L’opera prima di Rosignoli si compone di nove tracce “ufficiali” e da una decima traccia nascosta che, come ogni ghost-track ha la sua particola suggestione … se poi è intitolata IL FANTASMA capite bene che è più di una semplice suggestione. Il tutto è diluito in 31 minuti di musica. Questo è quello che si dice fare un disco, farlo bene, mettere le canzoni giuste, al posto giusto, con le giuste note. Non un minuto in più, non un minuto di stanca.

La bravura di un’artista è anche questa: saper condensare la sua arte in maniera sublime.

Rosignoli che con i Mè, PèK & Barba  suonava soprattutto violino e mandolino è anche un fine chitarrista e nelle canzoni di questo disco traspare tutta la sua perizia.

Il progetto  che sta dietro a UOMINI E BESTIE è quello di un concept album sui canoni classici dell’orrore. La paura è la via da seguire per entrare in questo mondo musicale.

L’album si apre con LA BETE DU GEVAUDAN  che racconta, in francese, la  storia di un  gigantesco lupo che terrorizzava  la popolazione francese uccidendo e ferendo diverse persone. Ovviamente è il lupo che rappresenta l’orrore che si po’ riscattare solo con la purezza.

JACK LO SQUARTATORE è un altro dei classici che non può mancare in una raccolta dell’orrore.

L’UOMO LUPO è la prima canzone di Rosignoli che ho ascoltato  in assoluto  ed è anche quella che mi ha fatto innamorare di questo disco e (musicalmente parlando) del suo autore. L’UOMO LUPO è una canzone cantautorale di stampo classico, un pezzo stupendo dove Rosignoli crea un tappeto sonoro semplicemente fantastico. Un pezzo che, ascoltato e riascoltato si apprezza in tutto il suo splendore.

Nei classici horror non poteva mancare un rimando al maestro Edgar Allan Poe. In questo caso Rosignoli attinge ai versi della stupenda “THE RAVEN” nella traduzione italiana ad opera di Ernesto Ragazzoni. La canzone viene suddivisa in due strofe.

Tra queste due parti de IL CORVO trovano spazio LA STREGA e FRANKESTEIN. La prima è dedicata ad una delle sempre classiche figure che la storia dell’orrore ha fatto propria facendone un’icona classica della paura.  FRANKESTEIN si apre con un intro splendido in stile tarantella. La canzone è una conversazione fra Victor e la sua creatura, che diventa spunto per una splendida riflessione del rapporto tra padre e figlio, cioè tra il creatore e la sua creatura.  

IL LEVIATANO si apre con uno splendido  intro di pianoforte a cura di Alice Avanzi per lasciare poi spazio ad un tappeto sonoro molto suggestivo. Il racconto della tradizione ebraica e dello scontro tra il mostro marino, il leviatano, appunto e il behemot, il mostro terrestre,  è una storia epica e una  delle canzoni più ispirate del disco. 

IL MIO FUNERALE è la canzone che chiude (ufficialmente) il disco ed è  tratta da una poesia di Ernesto Ragazzoni che Rocco Rosignoli ha musicato e lievemente ritoccato in una parte del testo.

IL FANTASMA  non è ufficialmente inserita nella tack list … è la ghost track del disco … la traccia numero dieci. La  scelta di una ghost-tack in un concept albun dedicato all’horror è semplicemente fantastica perché  mai altro  fantasma potrebbe essere stato al posto giusto. Bellissima questa ballata ha, come tutto il disco, pezzi di alta poesia musicati in modo superbo.

In sintesi, UOMINI E BESTIE è un lavoro molto ben fatto e molto raffinato. Rocco Rosignoli attraverso la  sua sensibilità di cantautore di stampo classico (non per niente arriva dalle terre di Guccini – per dirne uno) ha composto e musicato un concept album di spessore assoluto, un’opera prima  che, da queste pagine, mi permetto  di candidare all’attenzione degli amici del Club Tenco. 




(ROCCO ROSIGNOLI - L'UOMO LUPO)