Mimmo Locasciulli compone dieci canzoni che sono dieci piccole meraviglie che riveste con lo splendido suono del suo pianoforte completando il lavoro prendendo in prestito TU NO da Piero Ciampi per farne una sentitissima e splendente cover.
Ci sono gli amici di sempre a celebrare questo disco.
Così Francesco De Gregori ed Enrico Ruggeri prestano la loro penna per comporre a sei mani la splendida OLIO SULL'ACQUA mentre RANDAGIO è scritta da Locasciulli in collaborazione con Ruggeri e HOTELSONG in collaborazione con il tedesco Bune Huber che canta anche il pezzo con l'artista abruzzese.
Magnifiche sono PIANO PIANO, L'INVERNO, LETTERE DALLA RISERVA e la ballata in dialetto VOLA VOLA VOLA.
Ospite d'onore in diversi pezzi del disco è il bassista americano Greg Cohen che presta la sua Arte in diverse canzoni del disco.
Registrato tra il settembre del 2002 e l'agosto del 2003 questo quinto episodio della serie AMERICAN RECORDINGS vede l'"Uomo in Nero" Johnny Cash duramente provato dagli acciacchi di salute che che lo affliggono e forse ancor più dal dolore della scomparsa, nel maggio dello stesso 2003, dell'adorata moglie June Carter.
La voce, da sempre un marchio inconfondibile dell'artista, è a tratti incerta. Ma Cash è indomito e, tra mille sofferenze, riesce a registrare quelle canzoni che ancora gli mancavano a completare questo splendido A HUNDRED HIGHWAYS. Il 12 settembre del 2003 raggiungerà l'amata June in Cielo.
Produce il disco Rick Rubin che assiste fino all'ultimo Cash in queste splendide registrazioni. Canzoni come HELP ME di Larry Gatlin, LOVE'S BEEN GOOD TO ME di Rod McKuen, IF YOU COULD READ MY MIND di Gordon Lightfoot, FURTHER ON UN THE ROAD del Boss Bruce Springsteen, sono cantate da Cash come fossero da sempre "Sue".
Album Leggendario.
Recensione tratta da IL TONNUTO 64 - Luglio/Agosto 2006
di Rho Mauro
Esce postumo, il 30giugno 2006, AMERICAN V – A HUNDRED HIGHWAYS l’ultima fatica di Johnny Cash scomparso nel
settembre del
2003.
Era atteso, dopo anni che se ne parlava.
Finalmente è arrivato e non ha minimamente
deluso. Anzi.
E’ un disco splendido che consiglio a chi ha
nel cuore la passione che arde per la buona musica.
Pur gravemente malato e a pochi giorni dalla
scomparsa della sua adorata moglie June Carter, Cash ha raccolto le sue ultime
forze per mettere insieme i pezzi che mancavo a completare l’album in
questione. Si avverte, a tratti, la voce malferma, ma è sempre la sua unica,
inimitabile, inconfondibile voce. E’ un disco emozionante e che emoziona.
Rick Rubin che ha curato tutta la serie degli
AMERICAN RECORDINGS ha tenuto in serbo per questo album le preziose
registrazioni che Johnny ha (in parte) eseguito proprio pochi giorni prima
della sua morte, e ce le porge ora in questo ultimo capitolo della saga, una
grande saga, forse una delle migliori serie di album di ogni tempo.
Dodici canzoni, dodici gemme. Due inediti
assoluti I COME TO BELIVE e LIKE THE 309 che è anche l’ultima canzone composta
da Cash oltre ad una serie di riletture di brani di altri autori, come nelle
precedenti uscite della serie.
E come nelle altre registrazioni, anche per
questo AMERICAN V Johnny Cash coglie a piene mani tra le canzoni di autori notissimi,
come Bruce Springsteen (di cui rilegge
FURTHER ON UP THE ROAD) del grande canadese Gordon Lightfoot (IF YOU COULD READ
MY MIND) della leggenda Hank Williams (ON THE EVENING TRAIN) ma anche di autori
meno noti (alle nostre latitudini), come Rod MCKuen, Hugh Moffatt, Don Gibson.
Alla fine il risultato è, come sempre, ottimo
e prosegue così la leggenda dell’uomo in nero. Parlando con altri appassionati
di “american-music” è impossibile non passare almeno una volta nelle strade
dove l’ombra dell’uomo in nero non ne abbia mosso la polvere, almeno una volta. Perché questa serie di
dischi è veramente superba, al di là delle scelte proprie dell’autore, che nel corso dell’intera serie ha osato
misurarsi con musica di ogni spazio e tempo. Memorabili, tanto per citarne
alcune, ONE degli U2 in AMERICA III, BIRD ON A WIRE di Mr. Leonard Cohen in
AMERICAN I, BRIDGE OVER TROUBLED WATER del suo Simon & Garfunkel in
AMERICAN IV.
Tra queste nuove canzoni merita di essere
citata, senza il minimo dubbio LOVE’S BEEN GOOD TO ME canzone di Rod McKuen
(poeta, scrittore e cantante ai più
sconosciuto alle nostre latitudini) che merita la palma di miglior
interpretazione dell’album e che, almeno a parere di chi scrive, passa a
condurre la classifica di miglior canzone del 2006. E’ un’interpretazione
veramente stupenda e, se già l’originale (scoperta ora, e grazie proprio a
questo disco) era una grande canzone, questa versione di Cash la rende ancora
più stupenda.
Tra l’altro, il sottotitolo dell’album, A HUNFRED HIGHWAYS è la citazione di una
strofa della canzone di McKuen… e, come attestato di valore… non è poco.
Suggestiva anche la ballata di Hank Williams ON THE EVENING TRAIN.
Se il congedo dell’uomo in nero doveva essere
segnato, questo album fa in modo che, per sempre, ci resterà il suo ricordo
musicale migliore: il ricordo della sua voce, unica, allo stesso tempo dura e
dolce, nera eppure così pacificamente rassicurante.
E’ questo il miglior disco che ho ascoltato
in questo 2006. Ancor più del pur bellissimo SEEGER SESSIONS di Springsteen… se
potessimo sapere cosa pensa il buon Bruce credo che, dopo aver ascoltato la
versione di Cash della sua FURTHER ON UP
THE ROAD, sarebbe pienamente d’accordo con noi.
Johnny Cash rimane una figura mitica della
canzone d’autore americana. La serie AMERICAN ne ha sancito il rilancio della
carriera nel nuovo secolo e l’ha reso, per sempre e più di prima l’unico e vero
MAN IN BLACK.
Willy DeVille, straordinario Zingaro della Musica, al terzo disco con i MINK DEVILLE decide di produrre l'album in proprio avvalendosi della collaborazione dell'esperto Steve Douglas.
Nasce così a Parigi, nel 1980, LE CHAT BLEU un disco Spettacolare dove le atmosfere romantiche delle canzoni di DeVille si mischiano con gli umori decadenti tipici della capitale francese.
Aggregati alle registrazioni del disco musicisti di spessore come il bassista Jerry Scheff e il batterista Ron Tutt (ovvero la sezione ritmica già al servizio del Re Elvis Presley), con l'unico "superstite" degli originali Mink DeVille Louis Erlanger alle chitarre, Kenny Margolis alle tastiere, lo stesso co-produttore Steve Douglas al sassofono e il leggendario arrangiatore di Archi Jean Claude Petit (già con Edith Piaf) Willy DeVille compone per questo disco delle liriche straordinarie. In alcuni episodi è aiutato nella scrittura dall'altrettanto leggendario Doc Pomus.
Il disco, che viene pubblicato prima in Europa e solo in un secondo tempo negli States, ottiene ottimi riscontri commerciali e consacra il suo Autore nell'Olimpo dei Grandi di ogni tempo.
Canzoni senza tempo come HEAVEN STOOD STILL, THIS MUST BE THE NIGHT, SAVOIR FAIRE, THAT WORLD OUTSIDE, LIPSTICK TRACES rappresentano dei Capisaldi assoluti dell'Arte senza Confini del più Grande Zingaro della Musica D'Autore.
Nella foto di copertina del disco la spalla con tatuata una "pantera nera" è quella di Toots, la prima moglie di DeVille.
Nel 2003 l'austrialiana Raven Record ristampa l'album su CD in versione rimasterizzata e con l'aggiunta di alcune registrazioni "live".
Un disco, LE CHAT BLEU, che testimonia nei suoi suoni un certo modo romantico di intendere le cose della Vita.
Di Towens Van Zandt si disse che "(...) era un vagabondo, uno scalmanato, e grossomodo il miglior songwriter d'America".
Ed è così.
Tra i più grandi Singer-Songwriter di ogni tempo, il texano Van Zandt, non ha ricevuto in vita gli onori che meritava e che, postumi, gli sono ora giustamente tributati in ogni angolo del pianeta.
La poetica che pervade i suoi testi è propria di un'anima che, perennemente in subbuglio, va ad indagare i meccanismi che regolano le vicende umane. Un indagatore dell'animo umano.
In questo doppio album LIVE AT THE OLD QUARTER, HOUSTON, TEXAS (considerato il miglior compendio dal vivo della sua arte) sono raccolte gran parte dei suoi capolavori: canzoni che sono già dei classici come PANCHO & LEFTY, IF I NEEDED YOU, NO PLACE TO FALL, TECUMSEH VALLEY, WAITING 'ROUND TO DIE. Ci sono anche tre cover, WHO DO YOU LOVE (di Ellas Mcdaniel e Bo Diddley), NINE POUND HAMMER (di Merle Travis) e CHAFFEUR'S BLUES (di Lightnin' Hopkins) oltre al traditional COCAINE BLUES.
In questa registrazione, del luglio 1973, Van Zandt si presenta solo con la sua chitarra e, in versione acustica, regala emozioni vere, autentiche. Come vere ed autentiche sono le sue canzoni che, per nulla, erano contaminate dall'Industria Musicale che, all'epoca, chiedeva pezzi "facili" per vendite facili. Van Zandt non scese mai a compromessi. Nemmeno con sè stesso.
Amante di Shakespeare e Robert Frost Townes Van Zandt confessò, in un'intervista a Paul Zollo che: "Quando scrivo , siamo io e il Cosmo. La sola persona cui devo rispondere delle mie canzoni sono io."
Questo ZU ZU SOIREE raccoglie in un doppio disco e 28 canzoni il meglio delle primi "viaggi musicali" di Malcom John "Mac" Rebennack, in arte Dr. John.
Mago Assoluto, Unico, Inimitabile di quel suono che è proprio di New Orleans, questo geniale artista mischia le carte in tavola e, con il suo piano e la sua voce crea una commistione tra musica Cajun, Creola, New Orleans Jazz, Zydeco & Rhythm & Blues.
Il risultato è un viaggio unico in una musica che non ha, nel genere, nessun altro artista al mondo al suo livello.
Immenso.
Recensione tratta da IL TONNUTO 117 del Maggio 2011
di Rho Mauro
La copertina di questa raccolta (edita in doppio
cd) del celeberrimo Dr. John introduce in maniera esemplare le allucinazioni
musicali che vi sono contenute. La bambolina voodoo che viene spillettata dalla
bella donzelletta nell’ambito del più classico dei sortilegi della tradizione
di magia nera la dice lunga sul “clima”
musicale che respirerete allorquando andrete a schiacciare il tasto play del
vostro cd-player.
Spalmati sui due dischetti in questione trovate ben
24 canzoni tratte dal classico repertorio di Dr. John, quarantacinque minuti e
rotti di musica sul primo cd e quarantasei e rotti sul secondo: l’equivalente
di un incontro di calcio (recupero più o meno incluso).
Dr. John (nato
Mac Rebennack – classe 1940) è universalmente considerato come il vero
depositario del suono di New Orleans. Già giovanissimo diede alle stampe lavori
particolarmente intrisi di suoni che richiamavano quel misterioso mondo “notturno” popolato da riti magici, dall’esoterismo più
puro, il tutto condito in salse diverse, tra echi di blues, jazz, boogie-woogie
& (of course) Rock & Roll. Il tutto impastato con il fango tipico delle
paludi della Louisiana dove le vecchie tradizioni delle popolazioni di colore
hanno contribuito a creare un alone di mistero che serpeggia sempre lì nei
dintorni delle paludi.
Tra le canzoni degne della massima attenzione sono
da segnalare la straordinaria “TIPITINA” canzone che viaggia tra un soul e un
funky mischiati al più classico jazz. Ma sono veramente canzoni magnifiche
anche la celeberrima “MAMA ROUX” (forse una delle sue composizioni più famose
di quest’epopea voodoo) “ZU ZU MAN”, “A
LITTLE CLOSER TO MY HOME”, “IN THE NIGHT”, “NEW ORLEANS”, “DANGER ZONE”, “ONE
NIGHT LATE” … ma l’elenco, alla fine, sarebbe pari pari alla lista delle 28
canzoni perché non ci sono momenti di stanca in questi dischetti.
Tra le altre cose la voce molto “cavernosa” di Dr.
John riporta alla mente, a tratti, certe
tonalità del nostro beniamino Willy Deville
In sintesi vi posso giurare che, se siete stanchi
dei “soliti suoni” e delle solite “atmosfere”, beh, questo ZU ZU SOIREE
potrebbe benissimo fare al caso vostro.
Il programma di una serata alternativa potrebbe
essere questo: 1) riuscire a trovare il doppio cd ( per esempio online al sito www.audioglobe.it ) 2) inserire il primo cd nel lettore 3) chiudere gli occhi dopo aver ben
appoggiato il dito sul tasto play del cd-player
4) far partire la track 01 – YOU’RE JUST TOO SQUARE 5) … ed eccovi lì,
tra le paludi della Louisiana … danze tribali con sensuali ballerine dalla
pelle d’ebano e … pupazzetti in mano al possente mago voodoo 6) And now … Good Luck!!!!!
Francesco De Gregori nel 1983 manda alle stampe LA DONNA CANNONE un Q-disc che entrerà nella Leggenda della Musica D'Autore.
Il Q-Disc, come si chiamava allora, era un LP a 33 giri contenente però solo quattro-cinque canzoni al massimo e con una durata che non superava mai i 20 minuti.
In quel poco spazio di un disco che già dalla copertina intrigava parecchio trovarono spazio cinque brani.
Due di quei brani erano strumentali: intitolati rispettivamente FLIRT # 1 e FLIRT # 2 furono scritti da De Gregori appositamente per la colonna sonora del film FLIRT del regista Roberto Russo che aveva una splendida Monica Vitti come protagonista.
Canzoni splendide sono CANTA CANTA e LA RAGAZZA E LA MINIERA.
Ma è il brano che titola il disco, LA DONNA CANNONE, ad essere entrato, di Diritto, nell'Olimpo della Canzone.
Una ballata splendida, scritta dall'autore ispirandosi alla vicenda della donna che, sparata dal cannone, era una grande attrazione del Circo, e che un giorno scappò via per amore.
Una ballata poetica e senza tempo che il dolce piano suonato da uno straordinario Mimmo Locasciulli contribuisce a rendere ancora più bella.
Sull'onda lunga del successo commerciale ottenuto grazie a LA BAMBA i Los Lobos, nel giugno del 1988, registrano un album completamente in acustico contentente canzoni della più pura tradizione musicale messicana unitamente a pezzi scritti per l'occasione.
Così nella loro formazione classica, con David Hidalgo, Cesar Rosas, Louie Perez, Conrad Lozano e Steve Berlin i Los Lobos incantano l'ascoltatore con pezzi tradizionali come LA GUACAMAYA e LAS AMARILLAS, e con pezzi nuovi scritti per l'occasione come ESTOY SENTADO AQUI' e LA PISTOLA Y EL CORAZON.
La scelta di registrare in acustico queste canzoni si rivela vincente così, lungo il viale dei ricordi, questa musica della tradizione si rivela un'esperienza di ascolto unica e inimitabile.